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Tuesday, March 09, 2010
D'Onofrio: l'aggiornamento del vecchio assetto costituzionale

La complessa vicenda concernente il decreto-legge relativo alla presentazione delle liste elettorali regionali deve essere inquadrata, anche e soprattutto, alla luce delle questioni di fondo concernenti gli equilibri costituzionali complessivi. Da questo essenziale punto di vista (tipicamente costituzionale), risulta evidente che vi è un punto di intersezione tra il governo della Repubblica e il presidente della Repubblica: vi sono infatti profili costituzionali che concernono entrambi questi organi costituzionali, e profili che invece concernono aspetti politici propri dell'azione della maggioranza di governo, rispetto ai quali sono del tutto comprensibili opinioni anche politicamente diverse le une dalle altre.

Quel che si rileva dal punto di vista degli equilibri costituzionali complessivi concernenti l'istituzione del decreto-legge è il fatto che il Quirinale ha compiuto una scelta di fondo di ordine costituzionale diversa dalle ripetute affermazioni, in base alle quali la vittoria alle elezioni politiche comporta una sorta di autosufficienza costituzionale della medesima maggioranza di governo. Si tratta di una affermazione in base alla quale la vittoria alle elezioni politiche comporta un ordine costituzionale radicalmente diverso da quello previsto nella Costituzione vigente. Questa può essere, infatti, certamente aggiornata, ma non integralmente sostituita dalla affermazione in base alla quale la legittimazione costituzionale è esclusivamente quella elettorale politica. Siamo stati dunque in presenza della faticosissima costruzione di un equilibrio costituzionale certamente nuovo, ma pur sempre di un equilibrio che tiene conto anche delle novità costituzionali concernenti l'elezione degli organi esecutivi regionali.

L'istituto del decreto-legge va pertanto considerato anche alla stregua di queste novità, senza per altro che si sia passati dalla regola costituzionale della compartecipazione del governo della Repubblica e del presidente della Repubblica alla adozione del decreto-legge medesimo, ad una regola radicalmente nuova, che renderebbe non più necessario l'esercizio del potere presidenziale concernente il decreto. Disciplina costituzionale, dunque, che riguarda l'interpretazione delle regole concernenti la presentazione delle liste elettorali regionali, ma non sostituzione della disciplina medesima con il principio - esso sì che sarebbe radicalmente nuovo dal punto di vista costituzionale - in base al quale il consenso elettorale necessario per governare diventerebbe anche fonte unica di legittimazione del potere costituzionale di adozione del decreto-legge. Non si tratta dunque di una distinzione tra forma e sostanza della democrazia costituzionale, ma di una vera e propria regola costituzionale concernente l'aggiornamento e non la cancellazione dell'equilibrio costituzionale originario.

di Francesco D'Onofrio, tratto da Liberal del 9 marzo







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