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Wednesday, March 02, 2011
D'Onofrio: la politica al tempo di internet
Il web sta cambiando il concetto di spazio e tempo

Le articolate e complesse vicende che hanno riguardato fino ad ora alcuni dei principali Stati del Maghreb hanno posto in evidenza l'uso del web per la nascita di rilevanti manifestazioni popolari, soprattutto giovanili, sul modello di quanto era avvenuto solo pochi giorni prima in Egitto.
Si tratta di un aspetto molto significativo delle novità che da qualche anno si sono introdotte e si stanno introducendo nella stessa visione della partecipazione politica. All'inizio di questa vicenda si può certamente collocare (almeno per quel che concerne i tempi recenti) la stessa campagna elettorale del presidente Obama: una comunicazione politica non più corrispondente ai metodi del passato, anche se non radicalmente sovvertitrice rispetto al passato medesimo. Si tratta in sostanza di un rapporto nuovo tra comunicazione e politica che ha già inciso e sta incidendo sulle due dimensioni fondamentali dell'agire politico medesimo: tempo e spazio.

Per quel che concerne il tempo, la comunicazione via Internet ha sostanzialmente alterato il rapporto tra passato presente e futuro che era stato proprio della stagione della scrittura intesa quale unico strumento di comunicazione politica, e che l'avvento della radio e della televisione avevano già sostanzialmente modificato. Con Internet, infatti, la dimensione del presente tende ad un tempo ad archiviare quasi del tutto la dimensione del passato, ad ampliare a dismisura la dimensione del presente e a lasciare la dimensione del futuro quasi esclusivamente all'intendimento dei singoli operatori del web. Qualora si consideri la fondamentale incidenza del passato nella stessa definizione della politica, sia di quella conservatrice sia di quella innovatrice, si deve rilevare che l'avvento di internet sta operando su una dimensione fondamentale della stessa comunicazione politica proprio perché tende quasi ad archiviare una comunicazione fondata prevalentemente sul passato medesimo.

Questa dilatazione del presente opera a sua volta in modo significativo proprio per quel che concerne la natura stessa dei soggetti collettivi che hanno svolto una fondamentale funzione di raccordo tra la società e lo Stato. Si pensi in particolare ai partiti politici dell'Ottocento e del Novecento, che in Europa e negli Stati Uniti hanno operato - anche se in modi diversi - sempre in funzione del raccordo tra società e Stato. L'avvento di Internet sta pertanto finendo con l'avvicinare l'esperienza europea continentale - che è più ricca di passato e quindi di rappresentanza parlamentare - alla concreta esperienza statunitense - certamente più recente e quindi più sensibile alla rappresentanza presidenziale. Dal punto di vista dell'incidenza di Internet sulla comunicazione politica e quindi sulla politica tout court si può pertanto ritenere che la presidenza Obama abbia rappresentato una sorta di anticipazione di avvenimenti destinati a riprodursi in varie parti del mondo, soprattutto in quelle nelle quali la dimensione del tempo non aveva lo stesso significato che esso aveva avuto sul continente europeo.
Non si tratta di distinguere i popoli a seconda della maggiore o minore anzianità dei medesimi, ma dell'incidenza della comunicazione via Internet soprattutto perché riferita alle più recenti generazioni.

Anche per quel che concerne la dimensione dello spazio, l'avvento del web ha comportato il progressivo invecchiamento del modello di Stato- Nazione tipico dell'esperienza europea continentale dell'Ottocento e del Novecento.
Con Internet, infatti, la comunicazione politica pone in contatto in tempo reale i "navigatori" delle più svariate parti del mondo. La dimensione territoriale dell'antico Stato-Nazione tipico dell'Europa continentale subisce pertanto una forte sollecitazione ad aprirsi all'esterno con la conseguenza che si è sempre più orientati a considerare grandi aggregati umani continentali, o comunque grandi estensioni territoriali che vanno molto al di là dei confini dei vecchi Stati-Nazione. Si sente infatti parlare sempre più spesso di una virtuale "piazza globale" che sostituisce progressivamente le antiche piazze di paese e di regione, e le stesse "piazze" nazionali, in riferimento alle quali si erano venuti costruendo i partiti politici, riferibili infatti talvolta alle prime e certamente alle seconde.
Questa dilatazione dello spazio al di là degli antichi confini dello Stato-Nazione opera immediatamente sui contenuti stessi della comunicazione politica e quindi sulla stessa soggettività chiamata a rappresentare il paese, la regione, lo Stato. Questa dilatazione dello spazio agisce pertanto sia in riferimento all'antica cultura della comunità territoriale di base, che vedeva proprio nel Comune il primo punto di aggregazione istituzionale, sia in riferimento alla più recente cultura della comunità statuale che aveva rappresentato un importante sviluppo non localistico nell'Ottocento e nel Novecento dell'Europa continentale.
Sarebbe certamente erroneo ritenere che la politica al tempo di Internet diventi radicalmente diversa rispetto al passato, perché tempo antico e spazio nazionale restano certamente fondamentali; ma sarebbe altrettanto erroneo tentare di rispondere alle novità di Internet stessa richiamando soltanto il tempo antico e lo spazio ristretto del passato.

Di Francesco D'Onofrio, tratto da Liberal del 2 marzo 2011



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