Cannabis: Binetti (Udc), M5s in crisi, con liberalizzazione danno alla salute

Roma, 22 gen. – “Il M5S va in crisi: perde pezzi importanti di parlamentari che si spostano al misto; Di Maio minaccia le dimissioni da leader incontrastato del Movimento, almeno finora; il consenso popolare si va assottigliando sbaragliato dalle sardine emergenti a tutto vantaggio del Pd. Ma su una cosa i pentastellati sembrano mantenere la barra ferma: la liberalizzazione della cannabis light e il potenziamento della produzione di cannabis. Bocciato l’emendamento in legge di Bilancio, torna ora con il milleproroghe, contando sul consenso dello stesso Fico, presidente della camera e indubbio sostenitore di questa liberalizzazione”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, Udc. “Anche se non si capisce bene cosa si voglia prorogare dal momento che la liberalizzazione della cannabis non era stata approvata a suo tempo e quindi si va verso la proroga del nulla. A meno che non si voglia sottolineare che si sta creando un nuovo spazio per la diffusione delle droghe, i cui effetti deleteri dimostrano che sono tutt’altro che leggere, o light se si preferisce. Non c’e’ giorno in cui le strade non ci parlino di incidenti gravi, spesso mortali, causati da persone che avevano bevuto o erano sotto l’effetto di droghe o di entrambe le sostanze, posto che ormai anche i giovani e i giovanissimi sono vittime di multidipendenze”. Binetti continua: “Chissa’ se i colleghi della Camera, e lo stesso presidente Fico, hanno preso atto del dramma sociale descritto dalle impressionanti 296 pagine del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, cioe’ di fronte a quei 660.00 ragazzi censiti come consumatori di droghe nel 2018 (il 25,6%!), Governo e Parlamento hanno piuttosto offerto un immorale silenzio. D’altronde, in questi giorni solo poche voci solitarie, come quelle molto autorevoli della Comunita’ San Patrignano o del procuratore e magistrato Nicola Gratteri, si sono levate nel deserto per denunciare i danni neuropsichiatrici provocati massivamente anche dalle droghe leggere, che poi tanto ‘leggere’ non sono piu’, perche’ in questi anni e’ aumentata la concentrazione del principio attivo che le caratterizza. Evidenze tanto gravi sulla salute dei giovani sembrano non avere alcun impatto sull’azione dei parlamentari che hanno proposto e si preparano a votare questo emendamento. Niente di strano se le Sezioni Unite penali della Cassazione hanno preannunciato, il 19 dicembre scorso, una sentenza di prossima pubblicazione, che dichiarera’ lecita la coltivazione ‘personale’ di cannabis. Ancora una volta la Magistratura italiana si sarebbe sostituita al Parlamento per assumere in prima persona la responsabilita’ di una vera e propria pandemia fra persone che potranno coltivare lecitamente fra le mura domestiche sostanze nocive per se’ e i propri figli. Ma la maggioranza alla Camera questa volta arrivera’ prima con il suo emendamento ai danni delle nuove generazioni. Perche’ molti dei grandi sono gia’ passati a droghe piu’ pesanti e stanno moltiplicando il danno per se’ e per i propri cari. La droga, pesante o leggera che sia, allontana la realta’, promette una fuga dalle circostanze concrete. È il crinale piu’ grave. La vera menzogna nei confronti dei giovani che oggi assumendo cannabis hanno ancora una parvenza di consapevolezza della loro trasgressivita’, del danno potenziale. Domani, a liberalizzazione avvenuta, c’e’ perfino il rischio che pensino che la cannabis fa bene e quando capiranno che non e’ cosi’ sara’ troppo tardi. Troppo tardi anche per chi l’ha votata e che nel frattempo speriamo che vada a casa ad occuparsi di altro e non di bene comune”, ha concluso Binetti. (Com/Lum/ Dire) 15:26 22-01-20 NNNN