Codice Rosso: Binetti (Udc), un bel manifesto, bisogna dargli forza attuativa

(DIRE) Roma, 17 lug. – “Il Codice rosso e’ diventato realta’ e le donne che subiscono violenza hanno uno strumento in piu’ per difendersi, sia quando si presentano al Pronto soccorso che quando vanno dai carabinieri a denunciare quanto accaduto. Due momenti emblematici che richiedono una formazione particolarmente attenta sia da parte degli operatori sanitari che dalle forze dell’ordine. Eppure la violenza, soprattutto quella subita in famiglia, si copre ancora oggi di un certo pudore e, almeno all’inizio, evita di denunciare il marito, il padre, il compagno della madre. E’ necessaria grande sensibilita’, oltre alla relativa esperienza da parte degli operatori sanitari, per riconoscere la violenza domestica fin dal suo primo manifestarsi e intervenire a sostegno della donna incoraggiandola a denunciare. La prima violenza che la donna subisce infatti e’ sempre di ordine psicologico; prende la forma del ricatto, attiva sensi di colpa e tende a rimandare il momento della denuncia fin quando diventa inevitabile per la reiterata violenza subita anche davanti ai figli. Bene quindi il Codice rosso in Pronto soccorso, bene la denuncia e l’intervento del magistrato entro tre gironi, ma tutto cio’ senza le necessarie risorse aggiuntive diventa un diritto non esigibile. E questa e’ la vera patologia di questo governo.” Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC, che sottolinea: “Nessuno ignora la gravita’ della situazione economica che attraversa il Paese, ma il Governo continua a fare il gioco delle tre carte, approvando leggi che non e’ in grado di sostenere sul piano economico. Mancano le risorse ma abbondano i manifesti, le dichiarazioni d’intenti; la velleita’ delle affermazioni, la rivendicazione di meriti a cui non corrispondono fatti concreti. Un governo del bla.. bla… bla, senza sostanza, per cui anche questa legge serve solo a dire no alla violenza sulle donne, cosa non solo gia’ scritta nel codice, ma talmente ovvia da non richiedere nuovi disegni di legge, ma piu’ prevenzione, piu’ efficacia e tempestivita’ nelle misure di tutela, piu’ riabilitazione psicologica oltre che fisica, dopo la drammatica esperienza della violenza. La legge denuncia fatti gia’ noti; ripercorre iniziative gia’ messe in atto; e annuncia cose che non potra’ fare perche’ all’annuncio non corrispondono misure necessarie. Peccato: un’ennesima occasione perduta che conferma lo stato di inferiorita’ reale delle donne nel nostro Paese; la minore attenzione prestata alla tutela dei loro diritti, a cominciare dalla loro salute e mentre si straparla di parita’ di opportunita’ si contraddice pesantemente uno dei diritti fondamentali dell’uomo e della donna: il diritto alla vita. ” (Com/Rai/ Dire) 11:16 17-07-19 NNNN