Cultura: Binetti (Udc), no a populismo in convenzione faro

(9Colonne) Roma, 10 ott – “Accanto all’indubbia esigenza di valorizzare il nostro patrimonio artistico, questa ratifica contiene due elementi di evidente contraddizione. Da un lato ribalta il punto di vista tradizionale: sottolinea che “chiunque da solo o collettivamente ha diritto di contribuire all’arricchimento del patrimonio culturale’ (art. 5). Ma così facendo mortifica specifici profili professionali, per esempio quello degli specialisti, dei professori e dei funzionari tradizionalmente addetti alla tutela del nostro patrimonio. Una cosa è il diritto (e il dovere) di partecipare alla conoscenza, alla tutela, alla valorizzazione del nostro patrimonio altra cosa è quella di diluire la gestione dello stesso patrimonio. C’è un sapore di populismo nel ribaltamento complessivo dell’autorità, spostata dal vertice alla base; ma c’è anche molto di strumentale nel passaggio dal valore in sé al valore d’uso. Tanto più se all’articolo 15 si parla di ‘un esercizio di monitoraggio sulla legislazione, le politiche e le pratiche, effettuato da un comitato di monitoraggio’, previsto dall’articolo 16, che ha il potere di stabilire delle norme di procedura quando necessarie su iniziativa di una o più Parti. Un evidente rischio di cedere a terzi il controllo sul nostro immenso e unico patrimonio artistico e culturale, essenza stessa della storia, della cultura e della tradizione occidentale”. Così la senatrice Paola Binetti, Udc, intervenuta nel dibattito in aula in mrito all’astensione di Udc e Forza Italia sul voto per la ratifica della convenzione-quadro del Consiglio d’Europa siglata a Faro nel 2005 che riguarda il valore del patrimonio culturale di ogni Paese e fino ad oggi ratificata da 18 Paesi membri del Consiglio d’Europa. (PO / red) 101418 OTT 19