Eutanasia: Binetti (Udc), parola al parlamento, no deciso a deriva olandese

(DIRE) Roma, 30 set. – “Dopo la lunga pausa estiva, caratterizzata dal cambio di governo e dal cambio di maggioranza, alla ripresa dei lavori ordinari sono le commissioni che si trovano a sperimentare al loro interno i cambiamenti delle alleanze e il capovolgimento di che e’ passato dall’opposizione alla maggioranza e viceversa. E certamente il nuovo assetto influira’ anche sulla legge sull’eutanasia, dal momento che la Corte costituzionale ha reinvestito il parlamento delle sue responsabilita’. Certo, lo ha fatto dopo aver ristretto i margini di manovra entro i quali le commissioni potranno riattivare il dibattito. Il riferimento all’eutanasia era stato esplicitamente escluso dalla legge 219, cosi’ come era stata esclusa la revisione dell’articolo 580 del cp e un qualsiasi riferimento all’obiezione di coscienza. Quella legge escludeva teoricamente ogni deriva eutanasica, eppure ne poneva tutte le premesse ed e’ per questo che andra’ profondamente ripensata alla luce della sentenza della Corte. Non vogliamo una legge che riproponga la struttura della legge olandese, anche se non sfugge a nessuno che di quella legge si sono fatte tre revisioni successive e ogni volta si e’ accentuata la china verso l’apertura ad una eutanasia sempre piu’ spinta ed esplicita.” Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC, che continua: “Anche li’ i paletti iniziali erano chiari: malattia inguaribile; dolore insopportabile e piena consapevolezza del paziente. Ma con la pressione di una certa opinione pubblica e di alcuni gruppi radicali ognuno di questi parametri si e’ vistosamente allentato, fino a consentire l’eutanasia dei minori, dei depressi e delle persone affette da varie forme di demenza senile, Alzheimer in pole position. L’approvazione della legge 219/17 venne considerata come il piu’ alto punto di mediazione possibile o oggi sappiamo che fin dal primo momento si e’ lavorato per farne saltare la gia’ gracile intelaiatura difensiva. Nessuno si nasconda i rischi che corrono le persone piu’ fragili, soprattutto sotto il profilo psicologico; facilmente ricattabili; esposte al senso di colpa per essere di peso alla famiglia, illuse che il suicidio possa essere una forma di liberta’. Non e’ questione di guerra di religione, come qualcuno teme, ma di piena convinzione del fatto che si e’ medici, uomini olitici, o semplicemente donne o uomini solo se si sta sempre dalla parte di chi ha meno forza per far valere i suoi diritti. I toni con cui alcuni difendono il diritto a pretendere come dovuta l’eutanasia di stato riecheggiano piu’ quelli di una sorta di super-uomo iper-determinato ad ottenere cio’ che ritiene suo diritto, che quelli di una persona gravemente sofferente, che teme di essere abbandonata e che non vede prospettive alla sua vita. E questa potrebbe essere la grande mistificazione del prossimo dibattito parlamentare, con un netto capovolgimento di ruoli.” (Rai/ Dire) 14:21 30-09-19 NNNN