Governo: Binetti (Udc), mentre alleati litigano povertà aumenta e altiforni chiudono

(DIRE) Roma, 18 nov. – “Lo jus soli e lo jus culturae sono il nuovo punto di frizione tra Zingaretti e Di Maio, ossia tra i due principali alleati di governo, che oggettivamente sembrano cercare ogni giorno un nuovo motivo di contrapposizione, fino ai limiti della rottura. La dialettica quando investe le politiche migratorie appare sempre conflittuale, come se non ci fosse spazio e voglia di individuare un punto di incontro e di mediazione. Se a Salvini e’ facile rimproverare toni aggressivi e spesso inopportuni, innescati da una pretestuosa strumentalizzazione della paura, a Zingaretti che ieri da Bologna rivendicava l’inclusione omnicomprensiva di tutti gli stranieri oggi presenti in Italia, e’ facile rimproverare la demagogia e la velleitarieta’ di un impegno che il Pd non e’ stato in grado di mantenere neppure quando al Governo era il partito di maggioranza. E una volta tanto Di Maio appariva quasi credibile, mentre appariva in tutti i telegiornali sorpreso e seccato per le esternazioni del leader della sinistra, teoricamente suo alleato in questa difficile esperienza di governo. Ma Zingaretti conosce bene i limiti strutturali della sua proposta e l’ha rilanciata solo nel tentativo estremo di tenere unito quel che resta del Pd e, tanto per ricordare Nanni Moretti, per dire qualcosa di sinistra. Perche’ non c’e’ dubbio che, se c’e’ una effettiva emergenza nel Paese, questa e’ rappresentata dallo sfascio complessivo del tessuto industriale che sta creando le condizioni per una disoccupazione drammaticamente in crescita e con ben poche speranze”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti (Udc), che continua: “Ieri era la giornata di contrasto alla poverta’, eppure l’unico grande Leader che ha fatto sentire la sua voce e’ stato Papa Francesco. Ma i livelli di poverta’ raggiunti attualmente in Italia, a livello politico non sono un fatto di cui prendere atto senza tentare di mettere in gioco politiche strutturali sul piano lavorativo, a cominciare dalle politiche di tipo industriale e dalla creazione delle grandi infrastrutture. Il reddito di cittadinanza e’ in larga misura una mancata risposta al bisogno di politiche del lavoro ben piu’ serie, a cominciare dalla riduzione del cuneo fiscale, a questo governo non ha ancora messo mano, ne’ lo aveva fatto il governo precedente. Ma neppure il governo a trazione Pd della legislatura precedente aveva impostato corrette politiche di sviluppo industriale. E la conseguenza e’ l’incremento dei livelli di poverta’ da disoccupazione e basterebbe questo fatto a ridimensionare le esternazioni di Zingaretti in materia di politiche migratorie. In Italia e’ urgente creare osti di lavoro per tutti, rimettendo in movimento l’ascensore produttivo, che corre il rischio di fermarsi come gli altiforni di Taranto. Il paradosso e’ che il governo stia svendendo alcuni di quelli che una volta erano considerati autentici gioielli del Made in Italy all’India e alla Cina, che non brillano affatto ne’ per tutela dell’ambiente ne’ per tutela dei diritti umani. Un altro dramma annunziato che meriterebbe di essere affrontato con piu’ serieta’ dal governo, almeno con piu’ concentrazione e e piu’ unita’, senza velleitarismi di sorta”. (Vid/ Dire) 13:02 18-11-19 NNNN