Riforma: Binetti (Udc), comincia grande avventura referendum conservativo

PIÙ CHE QUANTI PARLAMENTARI URGE SAPERE COME SARANNO ELETTI (DIRE) Roma, 29 gen. – “Il 29 marzo e’ la data fissata per il Referendum confermativo, primo nel suo genere, per dire si al taglio dei parlamentari. La competizione tra i Si e i No appare allo stato attuale decisamente spostata verso quanti decidono di risparmiare sul costo della politica rottamando un terzo del Parlamento. Dagli attuali 950 parlamentari, tra Camera e senato, ai prossimi 600 parlamentari, suddivisi tra Camera e Senato. Ormai e’ deciso. Ma se questo dato appare supportato da decenni di una campagna denigratoria su vizi e difetti dei parlamentari, che ha dato vita in molti casi ad un’antipolitica volgare ed aggressiva, molto meno chiaro appare come si andra’ a votare e quando. Con quale legge elettorale: dal momento che urge approvare una nuova legge elettorale, dopo che il Rosatellum ha mostrato tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni. Il paradosso che caratterizza l’attuale governo e’ che e’ piu’ facile governare il paese ad elezioni perse, come accade con il Pd, che continua a rivendicare nuovi spazi di auto-rappresentativita’, dimenticando la sua inconsistenza numerica in Parlamento. Ma soprattutto con quali garanzie di effettiva rappresentativita’ delle varie sensibilita’ presenti in un Paese, in cui la Lega con un trend comunque in crescita e’ all’opposizione, mentre il M5S con un trend in vistoso declino e’ al governo. La nuova legge elettorale dovra’ prendere atto anche di un’altra ipoteca che grava sul Paese: un Senato eletto da diciottenni e quindi sostanzialmente identico alla Camera, per umori, cultura ed aspettative; e un senato in cui compaiono tra i senatori anche giovanissimi, potenzialmente diciottenni, senza alcuna differenza quindi neppure sotto questo aspetto dalla Camera. Due Camere in copia conforme tra eletti ed elettori.” Lo afferma la senatrice Paola Binetti, Udc, che continua: “Quanta demagogia nel dibattito sulla legge elettorale nella scorsa legislatura e che flop micidiale alla prova dei fatti. Della legge elettorale in Italia si puo’ dire quel che si dice del clima: se non ti piace non preoccuparti, nel giro di poco cambiera’; ma nessuna sottolinea il costo altissimo che il Paese sta pagando in termini di una non governabilita’ insopportabile per ripicche, accuse reciproche, cambiamenti veloci di opinione e di ddl. I cinquestelle che avevano vinto le elezioni su di un programma estremo: ne’ con la destra ne’ con la sinistra, hanno accettato di governare con gli uni e con gli altri, fino a ridurre a zero il loro consenso, per flagrante tradimento di promesse elettorali. Non e’ il numero che fa la qualita’ in parlamento, ma la competenza, la maturita’, la saggezza ed il buon senso. Fortunatamente scomparsi, almeno dalle prime pagine dei giornali, i No TAV e No VAX, perso lo smalto della protesta radicale: apriremo il parlamento come una scatola di tonno, hanno scoperto che in quella scatola c’erano tante, ma tante sardine, che li hanno fatti accomodare fuori dalla porta di servizio… Non ci resta che sperare che il voto al Referendum rappresenti per molti italiani un’occasione chiara e forte per tornare a riflettere sulla politica in chiave di servizio competente e consapevole, e non come una sorta di rivoluzione all’acqua acida delle ultime piogge. Noi ci impegneremo a spiegare perche’ vale la pena tenersi un sistema da migliorare, piuttosto che archiviare 75 anni di vita democratica in un cero e proprio salto nel buio”. (Vid/ Dire) 17:25 29-01-20 NNNN