Sanità: D’Alessandro, organizzazione non sia competenza esclusiva regioni

ROMA, 15 MAR – “Il preciso ed esaustivo intervento tenuto al Senato dal Ministro della Salute, Renato Balduzzi, sull’ormai noto stato comatoso dell’organizzazione sanitaria in Italia, e’ stato seguito da una serie di interventi di rappresentanti politici di quei partiti, che solo oggi, sembrano accorgersi quanto sara’ difficile, in futuro, consegnare questo tratto universalistico del sistema a chi verra’ dopo, se non si interverra’ con tempestivita’ sulla sua innovazione”.
Lo afferma Elio D’Alessandro, Responsabile Nazionale UDC Innovazione e Modernizzazione SSN.

“Il tutto – aggiunge D’Alessandro – in un organizzazione sanitaria che piu’ che federalistica, sembra la brutta copia di una deriva regionalistica. La vera soluzione, oltre alla sanita’ territoriale praticabile solo con l’importante e determinante apporto dei medici di famiglia, dalla stabilizzazione della libera professione intramoenia, ancora oggi dopo tredici anni, applicata in modo difforme e incompleta e da tutte quelle innovazioni sulla dispensazione dei farmaci generici, sulle inappropriatezze diagnostiche e strumentali, e’ stata involontariamente posta all’attenzione dell’aula dal Senatore Nania”.
“A tal proposito – prosegue D’Alessandro – il Presidente di turno della seduta ha precisato all’assise che il Ministro, in uno stato di federalismo sanitario, puo’ solo essere organo di controllo e dare linee guida sull’organizzazione, non potendo intervenire nelle scelte delle varie regioni con iniziative dirette. Allora – conclude – come noi da tempo sosteniamo, si puo’ davvero pensare che l’organizzazione sanitaria debba essere di competenza esclusiva delle regioni, e non piuttosto rientrare dentro un tratto di governo piu’ complessivo?”










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