Sanità: Binetti: da Udc quattro proposte ‘anti spending review’

(DIRE) Roma, 12 lug. – “Non e’ chiaro cosa comportera’ l’applicazione della spending review alla sanita’: la paura generale e’ che finira’ col ridurre la qualita’ dell’assistenza, creando ulteriore disagio e sofferenza non solo per malati e familiari ma anche per i professionisti del settore”. Secondo i parlamentari dell’Udc, Paola Binetti, Marco Calgaro, Antonio De Poli e Claudio Gustavino, “non puo’ e non deve essere cosi’: tagliare sprechi, razionalizzare i modelli organizzativi, qualificare meglio la domanda in sanita’, evitare inutili duplicati, dovrebbe rappresentare quell’auspicato processo di riforme strutturali nel campo della sanita’ che tutti si attendono”.

Aggiungono: “Se oltre l’80%, a volte il 90%, del bilancio regionale e’ assorbito dalla sanita’, non ci si puo’ stupire che restino poche risorse per soddisfare tutti gli altri bisogni dei cittadini. Tagliare sprechi e spese inutili, combattere clientelismi lobbistici, diventa urgente per restituire ai cittadini la speranza di veder soddisfatti anche altri bisogni essenziali, soprattutto in tempo di crisi, quando le risorse trasferite alle regioni si stanno assottigliando velocemente”.

La proposta dell’Udc si articola in quattro punti:

– Rivedere la governance del sistema sanitario a tutti i livelli, perche’ e’ li’ che spesso si annidano i costi piu’ rilevanti del sistema con un inutile appesantimento burocratico. Tagliare senza modificare i modelli di organizzazione e di gestione potrebbe risultare del tutto inutile ai fini di una effettiva economia di scala.

– Combattere decisamente qualsiasi forma di spreco negli ospedali e negli ambulatori, puntando su di una rinnovata responsabilita’ del personale e con un sistema di controllo efficace e tempestivo, che inizi con una piu’ appropriata richiesta di approfondimenti diagnostici e includa un uso migliore dalla gestione dei farmaci; una riduzione dei posti letto puo’ essere tollerata, solo se contestualmente migliora la medicina di famiglia e diventa capace di garantire una assistenza efficace 24 ore su 24.

– Sollecitare le regioni ad intervenire in tempi brevi per valutare quali tra i piccoli ospedali convenga convertire ad un uso piu’ rispondente ai nuovi bisogni emergenti nella popolazione. Si tratta di concentrare negli ospedali piu’ grandi i servizi che richiedono tecnologie sempre piu’ sofisticate e di conservare invece a dimensione piu’ umana le strutture che si occupano di quei problemi che richiedono una piu’ intensa assistenza personalizzata.

– Il risparmio sulla spesa farmaceutica deve tener conto che si tratta di un comparto gia’ altamente monitorato, per cui non e’ certo la spesa farmaceutica il dato fuori controllo.

Infine, “la spending review raggiungera’ realmente il suo obiettivo se inneschera’ un processo di ri-educazione sia del personale sanitario che degli stessi pazienti”.










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