Campania, Zinzi: Alleanza Udc con progressisti non indebolira’ Caldoro

Napoli, 06 AGO (il Velino/AGV) – Gli equilibri politici tra Napoli e Roma corrono su fili sempre in bilico, ma i primi passi in avanti li compiono i centristi dell’Udc. Che confermano l’alleanza con Caldoro in Regione Campania ma, allo stesso tempo, chiudono l’esperienza Terzo Polo e aprono all’alleanza con i progressisti. Con un occhio alle giovani generazioni.
Lo dice esplicitamente Gianpiero Zinzi, commissario regionale campano del partito guidato da Casini.

Zinzi, allora a livello nazionale si va verso progressisti e moderati insieme: in Campania pero’ e’ il contrario, come si concilia questa diversita’?
“Il dialogo tra progressisti e moderati e’ in atto gia’ da tempo. In un momento cosi’ difficile per l’Italia mi sembra doveroso che i partiti appartenenti alle due principali culture politiche dialoghino tra loro, nel tentativo di lavorare insieme per favorire la ripresa del Paese. In Campania l’Udc ha sempre privilegiato modelli di governo capaci di dare risposte importanti ai cittadini, assicurando qualita’ e buon governo. Le logiche nazionali e quelle locali non sempre coincidono”.

Non e’ che tra un anno si vota di nuovo per la Regione e magari con una Grande Coalizione?
“Lo escludo. La coalizione che regge Caldoro, di cui fa parte anche l’Udc, e’ solida e non credo si sfaldera’. Per quanto riguarda il nostro partito, la posizione e’ sempre la stessa: intendiamo rispettare il mandato ricevuto dagli elettori i quali nel marzo 2010 hanno espressamente decretato che fosse una coalizione di centrodestra a guidare la Regione”.

Ma che fine ha fatto il Terzo Polo?
“Le ultime elezioni amministrative hanno di fatto chiuso l’esperienza del Terzo Polo, che ha dimostrato di non funzionare. E’ stata un’esperienza parlamentare utile ad aprire una riflessione nell’interesse del Paese, ma e’ rimasta tale. Ora bisogna pensare a riunire i moderati, a dar vita ad un progetto “per” il Paese e non contro qualcuno. Fondamentale sara’ compattare le forze che hanno a cuore la ripresa dell’Italia e non quelle che vogliono creare cartelli elettorali. Basta ingovernabilita’”.

Tasse universitarie aumentate, meritocrazia spesso negata, nuove generazioni ancora nell’angolo: i giovani sembrano tartassati in Italia, che cosa proponete?
“Credo che si debba uscire dalla logica di considerare i giovani come una bandiera da utilizzare solo in campagna elettorale o come un gruppo di bamboccioni, incapaci di costruirsi un futuro. Ai giovani vanno date risposte concrete sui temi reali (accesso al credito e occupazione su tutte) e non risposte generiche che sanno solo di propaganda elettorale. Il sistema deve aprirsi ai giovani, cui devono essere affidate responsabilita’ importanti a fronte di solide competenze. Meglio l’inesperienza che l’esperienza finalizzata alla cattiva politica”

 

 










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