Libia: Compagnon, Governo ascolti disperazione Pmi

(ANSA) – TRIESTE, 7 AGO – ‘Il governo ascolti il grido disperato ma responsabile di quei piccoli e medi imprenditori tornati in Libia per farsi pagare. Sono trascorsi 16 mesi da quando hanno dovuto abbandonare quella terra per salvare la vita. E ora devono, da soli, rischiare nuovamente la pelle per incassare quei crediti che lo Stato poteva liquidare attingendo dai fondi congelati, per esempio quelli del Trattato amicizia’.
Lo ha affermato il deputato Udc Angelo Compagnon sollecitando in Aula l’intervento del governo per liquidare i crediti delle imprese italiane impegnate in Libia.

‘Una miriade di piccole imprese che – ha sottolineato l’esponente centrista leggendo una mail dai toni drammatici di un imprenditore tornato in Libia per soddisfare i crediti – rischiano in solitario per mantenere le maestranze e creare quello sviluppo economico di cui tanto si parla’. Compagnon ha detto che ‘numerosi operatori hanno dovuto abbandonare in tutta fretta attrezzature, materiali, cantieri e macchinari per tutelare la propria incolumita’ fisica, subendo forti perdite economiche’. 










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