L’intervista a Pier Ferdinando Casini ospite di “Unomattina Estate”

Le parole di Monti al WSJ hanno suscitato la dura reazione del Pdl. Poi la telefonata di chiarimento con l’ex premier. Quanto c’è di vero in queste parole? Poi c’è stata una correzione di rotta…

Non credo ci sia stata una correzione di rotta nel merito. Tutti sanno che Monti pone al centro del suo lavoro politico il rispetto per i partiti che lo sostengono. Per cui il rispetto fra Berlusconi e Monti è fuori dubbio: lo ha manifestato in mille occasioni e non credo che quella frase di ieri volesse  mettere in dubbio il rispetto che si deve avere verso il proprio predecessore. Il problema vero è che ha detto la verità: cioè, se noi avessimo avuto ancora Berlusconi a Palazzo Chigi, credo che l’Italia oggi sarebbe nelle condizioni della Grecia. Lo spread non so se sarebbe a 1200, 1300 o 1100. Questo probabilmente non lo sa nessuno, ma certamente Monti ha evitato una situazione catastrofica per l’Italia perché dopo 4 anni di governo, c’era una situazione catastrofica. E’ bene che oggi la gente, quando vede lo spread che sale e che scende, non dimentichi da dove siamo partiti perché noi, se oggi dobbiamo fare dei sacrifici, è perché abbiamo perso 4 anni e prima di quei 4 anni abbiamo perso i 2 anni precedenti dei governi di centrosinistra. Quando io sento che qualcuno chiede in continuazione – le devo dire…basta…

A chi si riferisce?

…gli opinionisti, etc…ma voi del centro moderato, dell’Udc, vi volete alleare a destra, a sinistra ? Dico: ma chi può pensare che a noi interessi allearci con coalizioni morte che quando sono state messe alla prova hanno fallito? Ha fallito Prodi che se ne è andato dopo 2 anni, ha fallito Berlusconi che con 100 parlamentari di maggioranza la rivoluzione liberale l’ha vista solo da lontano, anzi non l’ha vista per nulla. E noi oggi dovremmo porci il problema di andare in coalizioni morte, defunte, che sono fallite per ammissione degli stessi protagonisti della politica? Ma non scherziamo! Monti ha detto quella che è la verità: questo governo, anche grazie allo sforzo del Pdl e del Pd, perché il Pdl e il Pd sono i principali sostenitori numerici del governo Monti ha evitato il baratro per l’Italia e ci ha rimesso al centro dello scenario internazionale ridando credibilità a un Paese che l’aveva persa.

D’Alema dice che bisogna allearsi prima e non dopo

Il problema è molto semplice. Noi stiamo lavorando, noi l’Udc, ma anche altri come Gianfranco Fini per creare un contenitore che abbia assieme politici seri e uomini nuovi che vengano dall’esperienza del governo, delle professioni, della società civile, dell’imprenditoria, del sindacato. Mettere assieme queste realtà diverse perché la politica ha bisogno di professionismo politico e di novità, di anziani e di giovani, di donne e di uomini, cioè non è mai una cosa settaria o settoriale la politica e la sua visione. Noi stiamo mettendo assieme quello che per noi deve essere il baricentro politico di un’Italia che non deve più parlare il linguaggio del populismo, della demagogia, delle promesse. “Abbassiamo la pressione fiscale” . Ma come sarebbe bello che io venissi qui al mattino e gli italiani sentissero dire: “Abbassiamo la pressione fiscale”. Lo posso dire anche io, so che la pressione fiscale per chi paga le tasse è troppa ed è eccessiva, ma se io vengo qui a dire “abbassiamo la pressione fiscale oggi” sono semplicemente un buffone  perché oggi con questo equilibrio di bilancio un uomo di governo non può abbassare la pressione fiscale. Tutti sappiamo che se pagassero le tasse tutti e ci fosse meno evasione potremmo finalmente – ed è quello che è l’auspicio e quello  per cui lavoriamo – abbassare la pressione fiscale. Allora quest’area moderata vuol parlare il linguaggio della verità agli italiani.

Si aboliscono le province? Il giorno dopo tutte le province, destra, sinistra,  centro protestano perché sono abolite . Si chiudono i tribunali? E il giorno dopo tutte le città, destra, centro, sinistra…non si può andare avanti così. Bisogna cominciare a dire la verità. Quest’area non ha bisogno di alleanze perché vuole essere il baricentro di una nuova fase politica e Monti non si può archiviare perché lo spirito, la collaborazione, l’idea che se siamo su una barca col mare in tempesta dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, tutto questo non va disperso.  Io ieri  ho detto al Corriere della Sera una cosa di cui sono convinto: perché è importante la collaborazione che c’è con questo governo con l’area della sinistra?  Mah, parliamoci chiaro. Io non sto parlando di Di Pietro che si è messo fuori da solo o di Vendola che faccia quel che vuole. Sto parlando di un’area che ha un forte insediamento sociale nel mondo del lavoro, che ha una grossa rappresentanza fra i lavoratori italiani e io non credo che la fase di sacrifici e di riforme  che si stanno facendo e che bisognerà fare nei prossimi anni si possa fare senza la rappresentanza di quest’area del Paese, non credo a una maggioranza del 51% contro il 49% perché questi film li abbiamo già visti ed è finita come sappiamo.

Misure dure?

Sono troppo dure perché sono arrivate in ritardo, perché se negli anni passati noi avessimo evitato di dire, ad esempio, togliamo l’Ici aprendo delle voragini spaventose nei Comuni oggi forse non dovremmo mettere l’Imu che significa maggiori sacrifici per gli italiani. Allora oggi il primo problema è il lavoro perché ci sono troppi giovani che non trovano lavoro, troppi che hanno ricominciato ad andare all’estero per trovare un lavoro e l’economi,  per trovare lavoro e dare lavoro, deve riprendersi perché stiamo dando una grande cura di cavallo al Paese, ma il rigore non significa sviluppo. Perché si creino posti di lavoro la ricetta è quella che ha messo sul tavolo il governo quando ha parlato di riforma del mercato del lavoro. Vedremo se questo provvedimento darà gli effetti sperati. Ma il problema oggi per chi viene a investire in Italia è che viene quando abbiamo,  per esempio per una causa civile, lunghissimi contenziosi che durano anni. Non c’è certezza del diritto , c’è troppa burocrazia ci sono aree del Paese infestate dalla criminalità. Se non si conducono  e riconducono questi problemi alla fisiologia dell’Europa non avremo investimenti e non avremo posti di lavoro. Oggi dobbiamo procedere a combattere l’emergenza della disoccupazione.

Ieri il sì definitivo alla spending review e a settembre parte la fase due. Accanto a questo quali interventi sono necessari per dare ossigeno a imprese e occupazione?

Ieri Passera è venuto qui e ha spiegato che cosa il decreto Sviluppo sta facendo. Finalmente siamo riusciti a farlo approvare dal Parlamento: ci sono misure significative per le aziende che assumono giovani, bisogna fare di più nell’ambito della ricerca e della tecnologia perché questo Paese si salverà non solo se ci saranno infrastrutture materiali ma se ci sarà la capacità di essere innovativo perché questa è la grande forza dell’Italia. Così come abbiamo delle strutture turistiche che sono ancora non all’altezza di un grande Paese turistico e recettivo come l’Italia, possiamo fare di più perché questa è una miniera di ricchezza: beni culturali e turismo. Allora su questo dobbiamo continuare in modo certosino, su tutti questi provvedimenti che danno da un lato incentivi alle aziende ad assumere,  magari defiscalizzazioni per chi si rivolge ai giovani o anche agli anziani (perché c’è anche il problema di 50enni che rimangono fuori dal posto di lavoro e per i quali la tragedia è ancora più forte perché hanno dei figli e delle famiglie da mantenere). Allora provvedimenti mirati insieme anche alla copertura possibile degli ammortizzatori sociali. Bisogna dare atto – io voglio cercare nella polemica politica di essere sempre abbastanza corretto con tutti- che io critico molto il governo Berlusconi per ciò che non ha fatto, ma in termini di ammortizzatori sociali, in quei 4 anni hanno fatto bene: hanno cercato di proteggere un pochino coloro che perdevano il lavoro. E questo è inevitabile, bisogna continuarlo, non in termini assistenziali ma certamente il rigore significa anche solidarietà perché un Paese che smarrisce il senso della solidarietà e lascia i più deboli per strada è un Paese che non ha futuro.

Bisogna fare le cose non le chiacchiere e poi destra, centro, sinistra sono categorie datate di epoche ormai finite. Però voglio dire una cosa:  in epoca di normalità un centro come quello a cui io penso, un’area come quella in cui milito che è quella del Ppe è alternativa alla sinistra socialista, cioè è alternativa al Pd. In momenti di emergenza come questo, noi stiamo al governo con dei tecnici  -è vero – ma con forze politiche che si sono presentate alle elezioni le une contro le altre, Pd e Pdl, oltre che noi che andavamo da soli. Questo significa che l’emergenza porta la politica a uscire dagli schemi tradizionali. Allora noi non abbiamo alcuna intenzione di allearci se non con i nostri elettori, di presentarci con la nostra faccia, di andare dalla gente a dire: date forza a questo disegno politico! Ma aggiungiamo fin da adesso e lo diciamo davanti a tutti – chi ci vuol votare ci voti e chi non vuole no perché questo è il bello della democrazia – noi pensiamo che tornare a litigare come abbiamo fatto fino a ieri, tornare a dividere il Paese fra buoni e cattivi come abbiamo fatto fino a ieri è un errore e un’area moderata seria deve porsi il problema di guidare il Paese senza creare una frattura sociale e politica con una parte, certamente anche quella dell’area progressista. Se poi il Pdl da tutta questa idea della politica del futuro si vuole auto emarginare perché sceglie la strada del populismo allora… perché non dimentichiamo: hanno parlato di primarie, di rinnovamento, di nuovi leader e poi tutto è svanito d’incanto quando è rispuntato Berlusconi che ha detto che non si sarebbe mai più candidato e oggi è candidato. Allora sono loro che hanno fatto una scelta che li riporta al passato,  noi vogliamo guardare avanti perché non possiamo più rimanere imprigionati fra berlusconiani e antiberlusconiani dopo 20 anni dall’apparizione di Berlusconi nella scena politica.

Unioni civili?

Questa è una cosa che merita una chiarezza assoluta perché è semplicissima. Chi convive, sia persone di sesso diverso sia chi è dello stesso sesso, ha diritto a tutele civili. Questo è un fatto di garanzia del diritto. Se io convivo con una persona – anche del mio stesso sesso – per l’asse ereditario o per le cure mediche o per tante questioni che possono coinvolgere questa coppia c’è la necessità che ci sia una garanzia dello Stato. Il matrimonio fra gay è un’idea che mi trova agli antipodi, ma io so e conosco tante persone gay che non pensano affatto al matrimonio gay e che, anzi, ritengono che sia una forzatura di un certo radicalismo ideologico di coloro che vanno a fare il gay pride. Vorrei dire a tutti quanti  vanno al gay pride che non sono gli unici gay che esistono al mondo: ce ne sono tanti altri che al gay pride non vanno.

Un anno fa nessuno avrebbe mai immaginato questo scenario politico, di governo ed europeo. Che scenario vede e dove si vede fra un anno?

Se la politica riesce a rialzare la testa, ad esempio a restituire con le preferenze al cittadino la possibilità di scegliere i propri parlamentari, se riesce a sconfiggere la seduzione del grillismo perché Grillo – parliamoci chiaro – è nuovo, è bravissimo poi vede che viene arrestato magari l’esponente di Grillo perché spacciava droga e nessuno ne parla. Però si dimostra che il problema della selezione della classe dirigente non vale solo per noi che siamo sempre sul banco degli imputati, vale anche per lui. Allora lui propone un magnifico futuro che non sarà in grado di dare perché, se vincesse le elezioni, l’Italia sarebbe veramente nelle condizioni della Grecia. Bene, se la politica riesce a battere un colpo e a dimostrare che può essere ancora credibile , credo che questo Paese si possa risollevare. Se invece non sapremo fare questo, saremo evidentemente in condizioni molto difficili. L’Italia è quella – purtroppo ma è così – dello squalificato per doping che pure aveva fatto  delle cose meravigliose nella sua carriera sportiva ed è quella delle tre schermitrici azzurre che portano in alto con le medaglie d’oro, d’argento e di bronzo l’Italia e le nostre bandiere. Per cui dobbiamo dar voce all’Italia migliore e credo che anche noi della politica abbiamo grandi responsabilità.










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