On. Tassone su Ponte sullo Stretto di Messina

Signor Presidente, ovviamente anch’io mi unisco al cordoglio che ha espresso anche la collega Craxi, sono stato anche collega dell’onorevole Massari. Tuttavia volevo introdurre un altro argomento, che si riferisce ad un intervento del Ministro dell’ambiente Clini. Il Ministro dell’ambiente Clini, nei giorni scorsi, ha detto che non si fa il ponte sullo stretto, anzi non è una priorità, riconvertendo ovviamente vecchi indirizzi del Governo.
Io non sono qui per sostenere o essere contro questa tesi, tuttavia, vorrei chiedere al Presidente della Camera e, quindi, a lei in questo momento, signor Presidente, che il Governo venga nell’aula di Montecitorio per capire se questa posizione espressa dal Ministro Clini sia la posizione complessiva del Governo. Lo chiedo per avere un quadro veritiero della situazione e capire perché si stanno realizzando alcuni adempimenti in loco – quindi, nella provincia di Reggio Calabria – e perché è ancora in atto e in vita una società per lo Stretto; per avere, dunque, una chiara visione anche della realtà e capire che, se non si realizza il ponte sullo Stretto, il Governo ha previsto, progettato, programmato e pianificato gli investimenti di eventuali risorse impegnate per il ponte per realizzare infrastrutture anche in Calabria; per capire, infine, se è venuto meno l’asse Berlino-Palermo.

Io ritengo che «l’uscita» del Ministro Clini non possa passare sotto silenzio: certamente, il Ministro Clini è una persona rispettabile, però vorremmo capire – lo dicevo all’inizio – se parla a nome del Governo, se c’è un disegno diverso, se c’è una strategia diversa. Io ritengo che questo lo si deva non soltanto alle popolazioni calabresi e sicule, ma a tutto il Paese e all’Europa. Dobbiamo sciogliere alcuni nodi, evitare che su alcune opere, su alcune realizzazioni vi siano ancora rendite su cui si sono costruiti futuri più personali, invece, che il mantenimento e la difesa degli interessi complessivi e generali.
Signor Presidente, lo voglio dire e lo voglio ripetere: io ritengo che qui debba venire il rappresentante del Governo, sia il Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti sia il Presidente del Consiglio dei ministri. Il tema del ponte sullo Stretto non è una questione secondaria: è una questione su cui si sono costruiti alcuni progetti sul piano economico complessivo di sviluppo, si sono costruite ed immaginate anche politiche nell’area del Mediterraneo. Vogliamo capire se questa strategia e questo progetto cambiano.
Non sono qui a difendere il progetto del ponte, come non sono per essere contrario ad esso: io sono soprattutto per chiedere una certezza per chi, a suo tempo, ha sempre detto che bisognava collegare la realizzazione del ponte ad una serie di opere infrastrutturali che riguardassero soprattutto la regione calabrese. Ritengo che un atto di chiarezza e, soprattutto, di verità – come dicevo poc’anzi – debba essere fatto in questo momento, anche per salvaguardare la centralità del Parlamento. Nessun Ministro e, certamente, nessun rappresentante del Governo può fare dichiarazioni fuori dal Parlamento: non contestiamo Clini – per carità, la sua posizione è legittima e può parlare dovunque -, ma per capire, per avere contezza, certezza e la dimensione di alcune posizioni, ritengo che la sede più appropriata sia l’istituzione del Parlamento e con la sua centralità che, qualche volta, viene dimenticata da qualcuno.

Ecco perché la mia richiesta è pressante. Ho trovato questo spazio alla fine della seduta, signor Presidente, ma a lei, ovviamente, non sfuggirà l’importanza della situazione. Il Governo viene? Non viene? Io devo avere una risposta, anche perché se non l’avrò, tornerò tra qualche giorno a chiedere la stessa cosa. Si tratta di un problema importante, significativo e delicato, su cui certamente non ci si può affidare alle notizie di stampa e alle dichiarazioni sulla stampa.










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