Corruzione: Rao, Parlamento impaurito ma varare ddl

(ANSA) – ROMA, 3 OTT – ‘Un parlamento impaurito e bloccato frena il varo del provvedimento anticorruzione che invece e’ necessario approvare, pur con qualche correttivo come alla norma del traffico di influenze illecite ‘. Lo auspica Roberto Rao (Udc) intervenuto insieme a Luciano Violante, ex presidente della Camera, alla presentazione del libro di Giuseppe Gargani ‘In nome dei pubblici ministeri’ nel quale l’autore insiste sulla necessita’ di ‘tracciare una nuova e ferma linea di demarcazione tra politica e giustizia, fuori dalle passioni e dalle faziosita’ del dibattito degli ultimi anni, e nella prospettiva di ristabilire quel fondamentale equilibrio tra le due sfere che e’ il cardine di ogni stato di diritto’.
Rao ha sottolineato le occasioni mancate dal ’97 al 2008 per mettere mano alla riforma necessaria della giustizia. ‘Non si tratta di tagliare le unghie ai magistrati ma di impedire che prendano le funzioni della politica cui spetta la responsabilita’ di aver delegato ai Pm il compito di combattere il fenomeno della corruzione’. ‘Oggi e’ necessario scendere dalle barricare tra berlusconiani e antiberlusconiani – ha detto – che hanno condizionato quest’azione di riforma’. Quanto ai partiti ‘devono fare pulizia al loro interno da soli’ perche’ ‘l’antipolitica si combatte solo con la buona politica politica nell’obiettivo di ristabilire il corretto rapporto tra politica e magistratura’.
Violante ha insistito sulla necessita’ di precisare quando deve intervenire il Pm con la ‘ridefinizione della notizia di reato’ e quali siano i presupposti che consentano ai Pm di esercitare il potere di inchiesta il cui confine oggi risulta ‘discrezionale’. ‘La funzione della magistratura – ha spiegato – non e’ nel controllo della legalita’ ma nell’accertamento delle responsabilita”. (ANSA).










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