Def: Ciccanti, crisi strutturale, aiuto Europa ci serve come aria

(Public Policy) – Roma, 4 ott – Iniziata oggi alla Camera, e in concomitanza al Senato, la discussione in Aula della nota di aggiornamento al Def 2012 (Documento di economia e finanza).

Il relatore Amedeo Ciccanti (Udc), che sull’aggiornamento del Def ha consegnato anche una relazione agli atti, prendendo la parola in Aula ha sottolineato come l’Italia sia nella morsa di una crisi strutturale e non più solo ciclica e che, in questa situazione, l’unica speranza che abbiamo di uscirne con meno ferite possibili sia proteggerci sotto l’ala dell’Europa che, dice Ciccanti, deve rimanere unita.

Allo stesso modo, sottolinea Ciccanti, il prossimo governo che verrà dovrà proseguire l’opera dell’esecutivo Monti: stesse riforme e stessa spinta al rigore, quindi, ma “con un governo politico”.

“Abbiamo di fronte un quadro drammatico – dice Ciccanti prendendo la parola in Aula per primo – Voglio però cogliere due spunti dal quadro onesto e trasparente che emerge da questa nota di aggiornamento al Def. Da una parte lo scenario internazionale ci vede con un alto debito pubblico e una crisi strutturale, ne consegue una crisi di fiducia dei mercati internazionali. Sicché, abbiamo bisogno dell’aiuto dell’Europa. Il suo ombrello protettivo ci serve come l’aria che respiriamo. Serve unione finanziaria e politica: sono l’unico modo per uscire dalla crisi, altro che uscire dall’euro…”.

“L’altra riflessione – prosegue Ciccanti – è che in Italia la recessione dura da 6 anni e l’economia da 20 anni è cresciuta solo dello 0,3%. Il Pil è diminuito di sette punti rispetto al 2007, il reddito pro capite è andato ancora peggio. La crisi quindi è strutturale, non ciclica. Le imprese chiudono o fuggono, il tasso di natalità è negativo da anni. Per una generazione c’è il rischio di rimanere precari a vita: la scuola già conosce questo dramma.

Corriamo il rischio di avere un arretramento qualitativo non solo quantitativo”.

“Questa nota – conclude Ciccanti – consegna alla prossima campagna elettorale temi di grande importanza. Le future sfide politiche non si faranno su fronti ideologici, ma dovranno far emergere parole chiare: sull’Europa, sull’economia, sul welfare. Riforma del fisco e dello Stato sono stati in testa all’agenda del governo Monti, che se non fosse nato staremmo come la Grecia e la Spagna. Bisogna quindi continuare l’agenda Monti con un governo politico”.










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