Sanità, dl: Binetti, premesse per miglioramento, ora applicarlo

(DIRE) Roma, 18 ott. – “Bene Balduzzi: le premesse per un effettivo miglioramento del Sistema sanitario sono state messe, adesso aspettiamo la loro applicazione concreta, con un superamento dei vecchi schemi e un abbattimento dei pregiudizi residui”. Cosi’ in una nota Paola Binetti, parlamentare dell’Unione di Centro, che aggiunge: “Oggi approvando il Decreto Balduzzi, l’intero Ssn ha fatto un concreto passo in avanti con cui si pongono le basi per dare al sistema sanitario una struttura piu’ organica ed integrata del suo modello di funzionamento. Ne danno esplicita conferma la valorizzazione del ruolo dei medici di medicina generale, sollecitati a costruire attraverso la medicina territoriale quel secondo binario che si affianca alla medicina ospedaliera per decongestionarne le liste di attesa e soprattutto per mantenere il paziente all’interno di un circuito relazionale di prossimita’ affettiva ed effettiva con il suo medico di famiglia”.

Secondo Binetti, pero’, “anche la esplicita valorizzazione di tutte le figure professionali sanitarie e’ segno concreto di un riconoscimento di merito che si esprime attraverso la loro partecipazione al collegio di direzione per un migliore governo clinico delle diverse realta’ aziendali ospedaliere”. Per quanto riguarda l’articolo 4, che e’ il vero e proprio motore dell’intero progetto di rinnovamento del governo clinico, Binetti aggiunge: “L’art. 4 del Decreto Balduzzi sulla Dirigenza sanitaria e governo clinico, infatti porta a compimento quanto gia’ previsto a suo tempo, dalla 502 del 1992, ossia oltre 20 anni fa. Istituendo il collegio di direzione di cui fanno parte a pieno diritto tutte le figure professionali presenti nell’Azienda riconosce il lungo iter di formazione universitaria che tutti i propfessionisti dell’area sanitario perseguono fin da allora”.

Per la parlamentare dell’Udc “pone le premesse di una integrazione professionale in cui i vari profili professionali concorrono con la stessa dignita’ al governo delle attivita’ cliniche, partecipano alla pianificazione delle attivita’, incluse la ricerca, la didattica, i programmi di formazione e le soluzioni organizzative per l’attuazione dell’attivita’ libero-professionale intramuraria. Non c’e’ dubbio- aggiunge Binetti- che quei professionisti dell’area sanitaria piu’ competenti sotto il loro rofilo assistenziale specifico e scientificamnete piu’ preparati potranno raggiungere ampi margini di soddisfazione nel loro lavoro professionale, contribuendo a dare nuovo impulso alla qualita’ dell’assistenza, della didattica e della ricerca, oltre che – come e’ ovvio dato il contesto del decreto – al Governo clinico di tutta l’Azienda ospedaliera, compresa quelle universitarie. Si sta davvero aprendo una nuova fase e speriamo che sia quella giusta, soprattutto per i cittadini e per le loro esigenze di salute”.

In questa chiave “va particolarmente apprezzata l’approvazione dell’ordine del giorno, con la mia prima firma, con cui si chiedeva al Governo di valutare la possibilita’ di promuovere il riordino delle professioni sanitarie attraverso l’istituzione dei rispettivi ordini e albi, di facilitare l’attivazione di albi per le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione che ne siano sprovviste e a modificare la denominazione da collegio ad ordine per le professioni vigilate dal Ministero della Salute in considerazione della loro evoluzione formativa ed ordinamentale. Sono davvero molti anni- conclude Binetti- che le professioni sanitarie attendono questo riconoscimento”.










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