Autonomie: De Poli, Sindaco Padova non svenda cittadini

Padova, 5 nov. (TMNews) – “Zanonato, non svendere i cittadini della tua Provincia” e “103 Comuni non vogliono essere di serie B rispetto a Padova”. Con questi slogan si è svolta stamane a Padova, di fronte a Palazzo Moroni, la manifestazione dell’Udc sul riordino delle Province in Veneto. A guidare i manifestanti contro le posizioni del sindaco di Padova Flavio Zanonato sull’accorpamento del Comune di Padova alla Città metropolitana di Venezia c’erano, fra gli altri, il deputato centrista Antonio De Poli, il consigliere regionale Stefano Peraro, tutti gli amministratori Udc della provincia di Padova e i dirigenti locali del partito.

“Venezia, giù le mani da Padova”, recitava un altro slogan.

“Orsoni faccia il sindaco a casa sua”, afferma De Poli che ha confermato la posizione dell’Unione di centro sul futuro riassetto del Veneto: “Noi da sempre siamo per l’abolizione delle Province. Siamo stati gli unici a proporre un’unica provincia regionale che accomunasse tutto il Veneto. Non vogliamo un Veneto a due velocità, così come non vogliamo che ci siano Comuni di serie A e Comuni di serie B”.

“Noi dell’Udc – chiarisce l’esponente centrista – siamo favorevoli all’unità di tutti i Comuni e quindi niente ipotesi `spezzatino’. Non è immaginabile che solo il Comune di Padova si unisca alla Città metropolitana di Venezia. Semmai tutti i 95 Comuni della Provincia di Treviso e i 104 Comuni della nostra Provincia – prosegue il deputato padovano – potranno fare questa scelta. Non possono esserci divisioni”, continua De Poli che contesta al Governatore veneto Luca Zaia “di non avere fatto nessuna scelta”.

“L’immobilismo della Regione ci ha portato a questa situazione kafkiana, mentre Zanonato portando avanti solo le scelte migliori per la sua città sta provando a cancellare con un colpo di spugna la Provincia di Padova. Noi non glielo consentiremo”, sottolinea De Poli che, rispetto all’ipotesi sulla Pa-Tre-Vi lanciata dall’Udc la settimana scorsa, conclude con una battuta: “Vicenza non pervenuta”.










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