Spettacolo, Carlucci: Camere hanno fatto possibile per legge quadro

Roma, 22 NOV (il Velino/AGV) – “Ritengo necessaria una precisazione in merito alle dichiarazioni rilasciate ieri sera dal direttore generale per lo spettacolo dal vivo del Mibac a ‘Linea notte’. Il Parlamento ha messo tutta la sua buona volonta’ per arrivare all’approvazione della legge quadro sullo spettacolo dal vivo: tutti i partiti hanno condiviso l’ultimo testo di questa legge di riforma del settore, quello che manca e’ la volonta’ politica del Governo ad approvare la copertura economica identificata dal Parlamento”. Lo ha detto Gabriella Carlucci (Udc) relatrice e prima firmataria della legge quadro sullo spettacolo dal vivo. “E’ dal 2001 che questa legge di riforma giace in Parlamento per la mancanza della volonta’ dei governi che si sono succeduti nel trovare le risorse necessarie alla sua copertura economica. Segnalo che si tratta di soli 15 milioni di euro che innescherebbero un meccanismo virtuoso di incentivi fiscali per attrarre finanziamenti privati. Il Parlamento ha espletato tutto l’iter necessario per la sua approvazione: e’ stato votato all’unanimita’ un testo condiviso da tutte le forze politiche, si sono avuti i pareri favorevoli da tutte le commissioni di riferimento, e’ stata individuata la copertura economica nei fondi predisposti ogni anno per Arcus – Societa’ per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo, che dopo la sua chiusura sono tornati a disposizione del Mibac – continua la deputata centrista -. Il ministro Ornaghi si e’ impegnato a sollecitare il ministro Passera, entro il 20 dicembre, per fare una ricognizione sui fondi Arcus, che ogni anno ha fruttato alla societa’ dai 200 ai 150 milioni di euro, all’interno dei quali ci sono i 15 milioni destinati alla legge. Se non si riuscira’ ad approvare la legge non sara’ colpa del Parlamento, che ha fatto tutto quanto necessario, ma del governo che non ci sta aiutando. Infatti, al di la’ della copertura economica reperita dal Parlamento, poiche’ si tratta solo di 15 milioni di euro, se il governo avesse la volonta’ di approvare questa legge potrebbe comunque trovare altrove le risorse finanziarie necessarie. Il primo ministro Monti parla di una seconda fase con iniziative del governo volte allo sviluppo economico. Dimostri che le sue non sono solo dichiarazioni e faccia i modo che questa legge venga quanto prima approvata perche’ darebbe grandissimo impulso alle imprese culturali e creative che oggi versano in condizioni gravissime”.  










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