Ilva: De Poli, governo salvi posti lavoro, scongiurare disastro occupazionale

(AGENPARL) – Roma, 29 nov – Un decreto legge per salvare i posti di lavoro dell’Ilva e tutelare la salute dei cittadini. A sostenere questa strada è l’Udc che chiede al Governo “di assicurare la ripresa della produzione e di scongiurare il rischio chiusura della più grande azienda siderurgica italiana". Secondo il deputato Udc Antonio De Poli “la chiusura avrebbe dei riflessi negativi anche in Veneto” dove ci sono due stabilimenti dell’Ilva, uno a Marghera con 80 dipendenti e uno a Legnaro (Padova) con altri 40 dipendenti. “Sono a rischio 120 posti di lavoro. Centoventi famiglie, in questi giorni, stanno vivendo il dramma di perdere un posto di lavoro. L’Ilva rappresenta un assett strategico nazionale che soddisfa il 40 per cento del fabbisogno di acciaio nel Paese.

Si tratta di un’azienda la cui chiusura comporterebbe danni per 9 miliardi di euro e la perdita di migliaia di posti di lavoro con riflessi negativi sulla filiera dell’acciaio. Dobbiamo dare delle risposte e chiediamo al Governo e al ministro Clini – prosegue il parlamentare veneto dell’Udc – di non distruggere un patrimonio industrial e importante per il Paese”. “E’ indispensabile rendere possibili degli interventi di risanamento ambientale previsti dall’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) ma se gli impianti sono sotto sequestro tutto ciò è praticamente impossibile”. “All’Esecutivo chiediamo di assicurare la prosecuzione delle attività nello stabilimen to. Dall’Ilva di Taranto, infatti, dipendono non solo gli stabilimenti veneti dell’Ilva ma tutto l’indotto: basti pensare a Fincantieri e alla Siderurgica Gabrielli di Cittadella (Padova), due dei clienti più importanti dell’Ilva. Secondo alcune stime sono a rischio 10 mila posti di lavoro. Sarebbe un disastro occupazionale per la nostra regione”, conclude De Poli.










Lascia un commento