Sanità, Binetti: no frammentazione Ssn, ticket 2014 da rivedere

(DIRE) Roma, 21 feb. – Stop alla frammentazione del Servizio sanitario regionale, oggi troppo differente da Regione a Regione, basta con i tagli lineari in sanita’ e si’ alla valorizzazione della medicina territoriale, a partire dalla riforma Balduzzi. In un incontro ieri a Roma al Circolo del tiro al Volo la deputata UDC e candidata a Montecitorio Paola Binetti ha discusso con oltre 150 medici, universitari ed ospedalieri, specialisti e medici di famiglia del futuro del Ssn in Italia e in Europa. “Bisogna superare la logica dei tagli lineari- spiega alla DIRE Binetti, entrando nel vivo del programma UDC ad un passo dalle urne- si impone una ri-modellizzazione dell’intero sistema sanitario per favorire il reale spostamento di una ampia rete di servizi dall’ospedale al territorio”. Tutto questo senza buttare via l’ultima riforma del ministro Balduzzi, “ma partendo dalle sue parti applicative”. Necessaria, poi, una “revisione del Titolo V che ha creato oltre 20 sistemi sanitari regionali. Bisogna restituire- continua la deputata e candidata UDC- al livello centrale la responsabilita’ di decidere davvero le priorita’ e garantire parita’ di servizi a tutti i cittadini italiani”. Quanto al tema caldo dei ticket, in previsione di quelli nuovi che scatteranno nel 2014 per effetto dell’ultima manovra Tremonti, Binetti afferma: “Non c’e’ dubbio che il Ssn ha bisogno di integrare l’impegno dello Stato con la partecipazione del cittadino. Ma noi vogliamo chi piu’ ha piu’ contribuisca, anche per quanto riguarda i ticket. Quelli che scattano nel 2014, poi, vanno totalmente rivisti, perche’ rispetto a quando sono stati decisi c’e’ stato un ulteriore impoverimento della popolazione ed e’ scattata una maggiore pressione fiscale”. Per la candidata UDC occorre anche “affidare ai medici di base compiti di prevenzione, diagnosi precoce, perfino di medicina predittiva e di gestione dei pazienti complessi” e “e’ indispensabile ridurre la farraginosita’ burocratica e liberalizzare davvero le professioni sanitarie, mantenendo la massima garanzia per il diritto alla salute dei cittadini”.










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