Fecondazione. Binetti: ennesimo strappo della magistratura

(DIRE) Roma, 27 set. -“Da 10 anni la legge 40 e’ sottoposta a costanti e continui attacchi da parte di una magistratura che si rifiuta di prendere atto che l’embrione e’ un soggetto che merita il massimo rispetto per la sua vita, anche se fosse malato”.
Cosi’ Paola Binetti, deputata di Scelta civica/Udc.

“Sentenze come questa- aggiunge- aumentano la confusione nella interpretazione di una legge che chiede solo di essere applicata nel pieno rispetto della vita e dei diritti di tutti, compreso l’embrione. Non a caso, a livello europeo, recentemente e’ stato raccolto oltre un milione di firme per una legge di iniziativa popolare che ha un nome significativo: ‘L’embrione, uno di noi…'”. Per Binetti “scartare gli embrioni ritenuti ‘malati’ e’ uno di quei segni inequivocabili in cui si riconosce la cultura dello scarto che oggi schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti, come ricordava pochi giorni fa il Papa, ribadendo il suo ‘si’ deciso e senza tentennamenti alla vita’”.
La deputata di Scelta civica/Udc conclude sottolineando che “la legge 40 garantisce il diritto alla vita del concepito, diritto che trova fondamento gia’ nella Costituzione e che non puo’ essere bypassato da una singola decisione. Come presidente dell’intergruppo parlamentare sulle malattie rare, esprimo la massima solidarieta’ ai portatori di malattie genetiche e sono impegnata in una intensa azione, anche sul piano politico-economico, ad individuare risorse adeguate per la ricerca in tal senso. Ma il desiderio dei genitori di un avere un figlio sano, non puo’ trasformarsi nel diritto di decidere chi far nascere e chi no, ritenendo che quella vita non meriti di essere vissuta”.










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