P.A.: D’Alia, no stabilizzazioni di massa per precari

ROMA (ITALPRESS) – “Non facciamo stabilizzazioni di massa per tutti i precari: sarebbero contro il buonsenso e scasserebbero i nostri conti pubblici. Nel decreto 101 abbiamo invece previsto l’inserimento stabile nella Pa dei migliori contrattisti, attraverso concorsi riservati aperti a chi lavora nell’amministrazione da almeno tre degli ultimi cinque anni. E allo stesso tempo cerchiamo di intervenire contro un’altra ingiustizia, quella dei vincitori di concorso rimasti fuori dalla porta degli uffici pubblici: prima di fare nuovi concorsi le amministrazioni devono verificare che non ci sia una graduatoria di vincitori e di idonei cui attingere”. Lo afferma il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia, in un’intervista al portale ComunicarePa.it. A una domanda sulla comunicazione della P.A., il ministro ha risposto cosi’: “Il mio auspicio e’ che si rilanci, anche con le rispettive associazioni di categoria, il riconoscimento del fondamentale ruolo dei giornalisti e dei comunicatori nella Pubblica Amministrazione. Il processo di ammodernamento della Pa passa attraverso la trasparenza, il dialogo e la corretta informazione ai cittadini. In questo il ruolo dei comunicatori pubblici e’ determinante”.

Quanto al governo Letta, per D’Alia “ha bisogno di andare avanti per fare quelle riforme a lungo attese dai cittadini e portare il Paese a due grandi appuntamenti: il semestre europeo a guida italiana e l’Expo. Sono due punti di svolta ai quali arrivare con un’Italia coesa e credibile, ma a destra e a sinistra molti sembrano non capirlo, viste gli ultimatum e le polemiche di ogni santo giorno. L’esperienza di un governo di larghe intese deve continuare, ma allo stesso tempo serve un enorme cambiamento nella geografia politica italiana. Ci avviciniamo ad elezioni europee fondamentali per il futuro dell’Italia e del Continente, in cui rischiamo che ad avere la meglio siano i movimenti populisti e antieuropei – aggiunge il ministro -. La reazione deve essere la costruzione di un nuovo bipolarismo di stampo europeo, con case politiche omogenee a quelle presenti in Ue e partiti costruiti dal basso, chiudendo una volta per tutte la fase dei leaderismi. Il percorso dell’Udc va in questa direzione, e lo dimostra la convergenza con quell’area popolare fuoriuscita da Scelta Civica con la quale ci apprestiamo a costruire una nuova grande proposta politica per i cittadini”.










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