L. elettorale, D’Alia: servono preferenze, rischio incostituzionalità

(9Colonne) Roma, 22 gen – “Credo che alla luce dei rilievi critici della Corte costituzionale la proposta alla quale si sta lavorando abbia alcuni punti oscuri. Non c’è dubbio che vadano chiariti, perché il rischio è che ci siano perfino profili di incostituzionalità. Innanzitutto riteniamo che il premio di maggioranza non risponda a quei principi di congruità necessari perché si esprima in maniera compiuta la sovranità popolare”, “si può arrivare al punto limite nel quale un partito arrivi finanche a vedere raddoppiato il numero dei seggi rispetto ai consensi realmente conseguiti alle urne”. Lo afferma il ministro Udc per la Pubblica amministrazione e la semplificazione GianpieroD’Alia in una intervista al Mattino nella quale precisa che il problema non riguarda l’Udc (“D’altro canto anche Casini ha spiegato benissimo, ricordando che l’Udc è sempre stata fuori dalle coalizioni. Da soli abbiamo preso 6% e con Monti siamo balzati al 10%”) ma è necessario che la legge elettorale “garantisca per davvero i principi della sovranità popolare. E la proposta finora sul tappeto non mette sullo stesso piano i partiti che si presentano da soli (per i quali la soglia è all’8%) e quelli che vanno in coalizione (con lo sbarramento al 5%)”. Inoltre, aggiunge, c’è lo scoglio-preferenze: “Purtroppo ancora una volta si vuole introdurre un sistema nel quale l’elettore non è libero di fare le proprie scelte sui candidati”. E conclude: “Io credo che sia stato corretto il metodo seguito da Renzi nel coinvolgimento delle opposizioni, al fine di creare intorno alla legge elettorale e alle riforme una maggioranza ampia. Bisogna continuare su questa strada, non si va avanti a colpi di maggioranza. Le nostre proposte sono tre: ritomo alle preferenze, innalzamento della soglia minima per il premio di maggioranza al 40% – che poi è quella sulla quale si è sempre ragionato – ed equiparazione della soglia di sbarramento per tutti i partiti perché non è giusto dimezzare il voto del cittadino che sceglie una formazione che si presenta al di fuori delle coalizioni”.

 










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