Giornata risvegli. Binetti: non lasciare soli malati e famiglie

 

(DIRE) Roma, 6 feb. – “Il nostro obiettivo e’ quello di richiamare l’attenzione del ministero, delle Regioni e di tutti i decisori politici sulla necessita’ di non lasciare soli i malati e le loro famiglie”.
Lo sottolinea la deputata Udc-Per l’Italia, Paola Binetti, in occasione della conferenza stampa indetta a Montecitorio per la terza giornata dei risvegli che ricorre il 9 febbraio.

“Il termine pazienti in stato vegetativo- continua la centrista- non piace a nessuno di noi, perche’ sembra suggerire che si tratta di vegetali, invece sappiamo che sono pazienti che dobbiamo piuttosto assimilare a disabili gravi e gravissimi, ma che hanno una loro vita, cercano di comunicare con noi e noi dobbiamo imparare a capire”. La deputata, insieme ad altri parlamentari e varie associazioni e a realta’ che operano nell’ambito della cura, chiede l’approvazione della proposta di legge che, ricorda la parlamentare, “si trascina da piu’ di due legislature”. Finora infatti solo quella delle cure palliative ha avuto l’ok dal Parlamento.
La proposta Binetti-Buttiglione “garantisce la creazione di strutture apposite che accolgano questi pazienti, garantendo la cura e l’assistenza e permetta di fare studi e ricerche, perche’ oggi sappiamo di non sapere cose che li riguardano. Strutture che permettano alle famiglie di non essere indotte nella tentazione della eutanasia”.

L’obbiettivo, sottolinea Binetti, e’ “piu’ assistenza, piu’ ricerca e piu’ giustizia, per dire no alla cultura della scarto, su cui anche papa Francesco richiama la nostra attenzione, per cui non ci sono vite piu’ degne di essere vissute e altre no. Ogni vita merita di vivere e di essere trattata con la massima dignita’ possibile”. Alla conferenza stampa hanno partecipano anche Eugenia Roccella che ha voluto l’istituzione della giornata dei risvegli, Rocco Buttiglione, Gian Luigi Gigli, Domenico Di Virgilio, che nella precedente legislatura ha presentato un ddl sulla assistenza e Stefano De Lillo che e’ stato presidente dell’intergruppo sulla vita nella scorsa legislatura. Tra i rappresentanti delle associazioni Claudio Taliento, vice presidente della associazione Risveglio onlus, sottolinea come viene coinvolta tutta la famiglia anche dal punto di vista economico.
E’ quindi importante “realizzare strutture che ospitino i malati e diano supporto alle famiglie tenendole legate alla societa’. La sofferenza- aggiunge- la paura dell’abbandono e l’accanimento terapeutico vanno combattuti perche’ sono terreno fertile della cultura dell’eutanasia”. Giuseppe Casale, direttore e fondatore di Antea Onlus, sottolinea come l’Hospice sia “un luogo dove si portano i malti a vivere in modo dignitoso e non dove si portano a morire. I malati terminali- osserva- hanno desideri, affetti e prendono decisioni. Gli hospice non devono essere una cosa isolata ma devono essere collegati alla casa tramite le cure domiciliari”. E avverte infine che “la creazione di queste strutture e le










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