Regione: Oppi, non una ma tante opposizioni Consiglio

(ANSA) – CAGLIARI, 9 APR – La minoranza non solo non avrà un solo portavoce ma “le opposizioni sono molte e non una”. Lo ha confermato il leader dell’Udc, Giorgio Oppi, durante il suo intervento sulle dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione, Francesco Pigliaru. “Non posso muovere nessun rilievo critico alle sue dichiarazioni se non dire ‘Vedremo’ – ha aggiunto Oppi – servono però politiche condivise con il Consiglio e gli assessori; insigni professori, luminari nelle loro materie, sono però esterni al Consiglio. Questo è un male perché i cittadini hanno eletto i consiglieri affinché governassero la Regione e poi perché la competenza in alcune materie è soprattutto politica”. Ha anche criticato, fra l’altro, la Giunta “sassaricentrica”. Secondo il capogruppo di Sardegna Vera, Efisio Arbau, il governatore Pigliaru “ha dettato il metodo di lavoro su cui innestare le politiche da attuare”. Fra queste Arbau ha evidenziato “il sostegno al nostro unico capitale: la nuova generazione che ci può tirar fuori dal buio sistema assistenziale”. Il leader di La Base ha anche sottolineato l’urgenza di arrivare ad una Regione con burocrazia zero: “la vera sburocratizzazione significa portare via le competenze e i soldi dal Consiglio e dalla Regione e portarle ai Comuni”. Poi due cenni a Tirrenia (“non si tratta di un problema marittimo, ma di una questione per risolvere un problema occupazionale della Campania”), sulla pubblica amministrazione (“mai più contratti clientelari che fanno vincere il singolo, ma fanno perdere la squadra”) e su sanità (“su questo ci giochiamo la faccia tutti”). Poco prima è intervenuto Emilio Usula, capogruppo di Soberania e Indipendentzia, che ha lanciato un appello a tutto il Consiglio: “al di là delle distanze politiche dobbiamo risuscitare la speranza di rimedi alla crisi, trovando soluzioni concrete e applicabili”. L’esponente dei Rossomori, a nome del partito, ha poi chiesto che “entro cinque anni la Sardegna raggiunga la certificazione europea di territorio esente da peste suina e lingua blu e un rapporto a schiena dritta con Stato e Europa”. (ANSA).










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