Fecondazione: Binetti, basta aggressioni alla legge 40

(DIRE) Roma, 29 apr. – “Vogliamo rivisitare attraverso il linguaggio del codice alcuni passaggi che rendono impossibile di fatto il ricorso all’eterologa soprattutto in quelle forme estreme che sono oggi rappresentate, ad esempio, dall’utero in affitto o da quello che paventiamo come un’adozione indiretta, cioe’ quindi una fecondazione da parte di coppie omosessuali”. Cosi’ Paola Binetti, nel presentare alla Camera la proposta di legge, sostenuta insieme al deputato Gian Luigi Gigli e al presidente del Movimento Per la Vita Carlo Casini, che introduce nel codice civile la figura del “curatore speciale” a tutela degli interessi “dei concepiti e dei non ancora concepiti nei giudizi collegati con la procreazione medicalmente assistita”. “Quello che ci preoccupa- spiega Binetti con un esempio- e’ il caso del bambino che ha due mamme o due papa’, che non e’ piu’ in grado di fare esperienza della diversita’ tra madre e padre. La riforma su cui noi puntiamo serve sostanzialmente a questo: a rendere impossibile l’aggressione non solo da parte della Consulta, ma anche di alcuni disegni di legge come quello a prima firma della collega Marzano, che prevedono una tale liberalizzazione della legge 40 da vanificarne totalmente la tutela della difesa dell’embrione oggi e della persona umana che l’embrione e’ gia’, in tutto l’arco della sua vita”.










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