Riforme: De Mita, tra Fi e Pd patto convenienza, reggerà

Riforme: De Mita, tra Fi e Pd patto convenienza, reggerà

Roma, 12 lug. (Adnkronos) – ”Ho la sensazione che questa non sia l’epoca del capire, ma di chi comanda e chiama gufi chi non ubbidisce…”. L’ex leader Dc Ciriaco De Mita, dal maggio scorso sindaco di Nusco con circa l’80% dei voti, parla del nuovo clima politico aperto dal patto del Nazareno tra Pd e Forza Italia. In una intervista all’Adnkronos l’ex presidente del Consiglio vede in Matteo Renzi l’uomo solo al comando, che non accetta critiche e va avanti per la sua strada: ”Non credo che a lui interessi tanto il ridisegno delle regole della democrazia rappresentativa…Non so quanto consapevolmente, ma al suo eloquio è funzionale più la condizione del comando che quella della rappresentanza”. ”L’accordo con chiunque consenta questo disegno -sottolinea De Mita- non può essere riferito alla qualità dell’interlocutore. L’interlocutore, per Renzi, è lo strumento per conseguire l’obiettivo”. Per l’ex segretario della Balena Bianca tra Renzi e il Cav è stato siglato un accordo dove prevale la ”convenienza tra le parti: E’ strano che si sia dato un giudizio negativo sul tentativo delle larghe convergenze e poi vengano utilizzate le convergenze variabili, scegliendo come oggetto dell’impegno, non la regola della democrazia, ma la convenienza dei contraenti. In questo caso, a Renzi conviene garantirsi il successo, mentre all’altro contraente, Berlusconi, conviene non scomparire del tutto”. ”Berlusconi -avverte De Mita, già presidente della seconda Bicamerale per le riforme costituzionali tra il ’92 e il ’93- non ha un disegno di conservazione democratica, ma di salvaguardia personale e quando si segue questo disegno si cede all’interlocutore più conveniente”. L’ex premier è critico sul Senato disegnato dal ddl Boschi: ”Il Parlamento non è un organismo che accelera ma frena. E frena, non nel senso che intralcia, ma che sollecita a riflettere. La saggezza popolare ci dice sempre ‘rifletti prima di decidere’. Ipotizzare ora un meccanismo che semplifichi la decisione, non va bene. Non dimentichiamo -avverte- che nei sistemi parlamentari la ‘seconda Camera’ ha la funzione dell’estintore: può non servire, ma la sua funzione è indispensabile quando sorgono le difficoltà. Oggi si ipotizza il modello del sindaco, ignorando, però, che il sindaco è un amministratore, è come il capo del condominio, al massimo un sorta di amministratore delegato…”, conclude De Mita










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