8 marzo: Binetti, decisive politiche conciliazione, ruolo collaboratrici familiari in ottica di empowerment femminile

Conciliazione e inclusione tra i tempi di vita familiare e quelli professionali, superamento degli attuali modelli organizzativi tradizionali (in campo lavorativo) e una transizione verso quelli digitali e, ancora, promuovere il ruolo delle collaboratrici familiari. Di questi tre temi si è parlato in un convegno – promosso dal Senatore Antonio De Poli e dalla Senatrice Paola Binetti insieme alla Commissione per i Diritti umani del Senato – che si è svolto oggi pomeriggio a Santa Maria sopra Minerva, in Senato. “Il mondo del lavoro declinato al femminile è in continua evoluzione –  è il ragionamento della senatrice Binetti – : nonostante le donne abbiano raggiunto livelli di istruzione sempre più alti, proprio in quanto donne incontrano ostacoli nel loro percorso professionale. C’è la necessità – fa notare Binetti – di progettare nuove soluzioni di conciliazione. Per garantire qualità all’integrazione dei tempi di lavoro in famiglia e in qualsiasi altro ambito scelto dalle donne, c’è l’anello di congiunzione delle collaboratrici familiari, che assumendo su di sé oneri e onori dei un lavoro di cura di straordinaria efficacia, consentono ad altre donne di garantire la loro presenza in ambito professionale”. Durante il convegno promosso dalla Commissione Diritti Umani del Senato, insieme ad altre associazioni che si occupano di questo tema, si è approfondito il ruolo e la figura della collaboratrice familiare, partendo dalla testimonianza storica di Clementina Barili, che per prima immaginò un sindacato specificamente dedicato alla loro tutela”. Diversi i nodi da sciogliere su cui è importante focalizzarsi: precarietà, livello dei salari, diritti. “Parlare dei loro diritti – conclude Binetti – significa riproporne il ruolo pubblico , il contributo essenziale delle collaboratrici familiari alla coesione sociale, in un’ottica di empowerment femminile ed etica della cura”.