8 Marzo: Binetti (Udc), cambiare modelli strutturali della nostra società

(DIRE) Roma, 7 mar. – “Oggi vigilia della giornata tradizionalmente dedicata alle donne e al riconoscimento del loro contributo in tanti ambiti diversi della societa’. Un contributo prezioso che ancora troppo spesso corre il rischio di rimanere sommerso, soffocato da una routine che da’ tutto per scontato e dimentica che puo’ bastare anche un solo gesto di gratitudine e di apprezzamento per un servizio offerto con generosita’ e discrezione”. Lo dice Paola Binetti, deputata Udc, intervenendo in un dibattito a Montecitorio. “Ma sono proprio questi gli ingredienti che mancano drammaticamente nella nostra societa’- sottolinea- dove occorre alzare la voce per farsi sentire; occorre denunciare un comportamento invadente, perche’ il no non basta; occorre sindacalizzare le proprie richieste se si vuole trovare ascolto sul piano professionale, perche’ il merito non fa notizia. Strana giornata quella dedicata alle donne e prevalentemente celebrata dalle donne con le donne e per le donne, mentre ci sarebbe urgente bisogno di ristabilire un nuovo livello di equilibrio, che impegna gli uomini almeno su tre fronti concreti. A ringraziare quando ottengono cio’ che desiderano; ad accettare la delusione quando invece non ottengono cio’ che speravano; ad apprezzare la differenza degli approcci senza montare in cattedra per autocelebrarsi”. “Un po’ sul serio e un po’ scherzando- continua BINETTI- qualcuno poco fa ha chiesto che venga istituita la giornata dell’uomo per una effettiva parita’ di opportunita’ tra uomini e donne. In realta’ a noi sembra che sia sempre la giornata dell’uomo, dei suoi diritti e delle sue pretese; delle regole che detta all’organizzazione sociale e ai tempi di lavoro; del diverso livello di contrattazione quando si tratta di stipendi e di integrazioni allo stipendio; dell’approccio alle politiche per la famiglia e per la genitorialita’. E’ sempre lui a marcare nelle diverse iniziative confini di carattere strutturale, lasciando le donne il compito di intervenire su cio’ che e’ circostanziale e mutevole. Eppure le cose stanno cambiando: lentamente, ma concretamente e per questo per le donne e’ fondamentale non scoraggiarsi e ricominciare mille volte al giorno con la loro proverbiale pazienza femminile. Bisogna imparare ad adattare il sistema ai nostri bisogni, e non solo lottare per adattarci sistematicamente ai bisogni degli altri, compresi quelli di un sistema che e’ ancora a forte marca maschile. Oggi ne abbiamo parlato a lungo ed eravamo tutte d’accordo ma loro non c’erano, come sempre in circostanze di questo tipo e non sanno ancora che vogliamo cambiare le carte in tavola e ci stiamo provando sul serio”.