8 marzo: Binetti (Udc), tagli welfare? Strano modo festeggiarlo

(ANSA) – ROMA, 8 MAR – “Oggi, mentre ci si affannava a festeggiare le donne nel più strano dei modi: con uno sciopero della rete dei servizi rivolti alla persona, quattro donne straordinarie, tutte ex-ministro della Salute, rendevano omaggio ad una quinta donna, Tina Anselmi, che fu ministro della salute ai tempi della 833, la legge che istituisce il SSN. Eppure le notizie di oggi per chi si occupa di politiche sociali e socio-sanitarie erano veramente preoccupanti. Ormai certi i tagli al Fondo Politiche Sociali e al Fondo Non Autosufficienza. Vita indipendente, assistenza domiciliare, asili nido, servizi per la prima infanzia, misure di contrasto alla povertà… il Fondo per le politiche sociali subirà tagli drastici: oggi abbiamo appena il 5% delle risorse stanziate nel 2004, anno del massimo storico. Il Fondo nazionale per la non autosufficienza verrà ridotto di 50 milioni di euro, rendendo inutile l’aumento approvato dal Parlamento con il decreto sul Mezzogiorno. Il Fondo per le Politiche Sociali dai 311,58 milioni stanziati nell’ottobre 2016 scende a 99,7 milioni di euro. Uno strano modo di festeggiare la donna che da sempre si occupa in prima persona della cura diretta alla persona, soprattutto quando si tratta di bambini piccoli, di disabile o di persone che hanno perduto la propria autonomia.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, UDC, che continua: “Il Fondo Non Autosufficienza era stato creato con la 296/2006. Una persona non autosufficiente, anziana o disabile, richiede un intervento assistenziale permanente e continuativo, nella vita individuale e di relazione; ha bisogno di qualcuno che l’aiuti, sia pure parzialmente, a svolgere attività essenziali, per alzarsi dal letto, per muoversi in casa e fuori. Ha bisogno di essere aiutato a lavarsi, vestirsi. Tutto ciò ricadrà immediatamente sulle donne, sollecitate a farsene cura, nonostante tutto. Anzi soprattutto quando il governo si sottrae alle sue responsabilità, tagliando fondi vitali per l’intero sistema sociale, che ne risulta impoverito e più esposto che mai ad un disagio profondo e irreversibile”.