Scudo crociato: il Tribunale di Roma inibisce alla sedicente ‘Dc’ l’utilizzo del simbolo dello scudo crociato e del nome ‘Democrazia Cristiana’

Roma – 19 aprile – La decisione adottata il 7 aprile 2004 dal Tribunale di Roma,
in accoglimento del reclamo proposto dal Cdu, ribadisce ed estende
(includendo il divieto all’utilizzo del nome “Democrazia Cristiana”) quanto precedentemente
deciso e riconfermato dallo stesso Tribunale il 22 aprile ed il 9 luglio 2003. In quella sede,
su iniziativa assunta dall’Udc contro la sedicente “Dc”, veniva riconosciuto il diritto esclusivo
dell’Udc al proprio contrassegno, composto dai simboli originari del Ccd (la vela), del Cdu (lo scudo crociato)
e di De (il gonfalone), contrassegno allegato all’atto costitutivo dell’Udc, sottoscritto dai
segretari politici dei tre partiti costituenti. L’attuale decisione del Tribunale di Roma, riconoscendo
al segretario politico del Cdu la titolarità dello “scudo crociato” e conseguentemente legittimandone
il precedente operato, costituisce quindi un’ulteriore conferma del diritto esclusivo dell’Udc al
proprio contrassegno. I comportamenti illegittimi della sedicente Dc saranno oggetto di esame
nella causa di merito promossa dall’Udc, la cui prossima udienza si terrà l’8 giugno p.v. In tale
giudizio è già stato richiesto il risarcimento dei rilevantissimi danni materiali di cui la sedicente
Dc è responsabile: responsabilità aggravata dalla persistente inadempienza nei confronti delle
reiterate e tassative decisioni del Tribunale.










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