D’Onofrio: perché scommetto sul Partito della Nazione

I partiti sono investiti dalla tensione organizzativa tra dimensione politica nazionale e radicamento locale. A questa contraddizione non si sottraggono Lega Nord e il (nascituro?) “partito del sud”. L’Udc studia una formula capace di rappresentare a livello regionale le aspirazioni mediterranee nazionali Si afferma frequentemente che la crisi finanziario-economica in atto investe fino in fondo le radici stesse dell’esperienza democratica. Si tratta di una affermazione certamente condivisibile anche se non risultano ancora adeguati approfondimenti di questo tema per quel che concerne la natura, l’organizzazione e l’estensione medesima dei partiti politici. Si sta assistendo in Italia ad un fenomeno molto nuovo: quello della Lega Nord che si è presentata nelle ultime elezioni europee al di fuori dei tradizionali confini della cosi detta “Padania”. Si ascoltano del pari dichiarazioni da più parti che indicano l’intendimento di dar vita a questo o quel partito del sud, con intenzioni evidentemente diverse da quelle che hanno portato la Lega ad estendersi al di fuori della “Padania”. Sembra opportuno, a tal riguardo, interrogarsi proprio sul rapporto esistente tra le diverse disponibilità dei diversi sistemi produttivi e finanziari locali a muoversi nel senso della globalizzazione o meno. Quanto alla Lega e di tutta evidenza che la sua originaria tentazione secessionistica riguardava in particolare le aree del Paese più chiaramente orientate a divenire parte essenziale anche del sistema globalizzato. Il fatto che la Lega è ora orientata a divenire – per così dire – nazionale, riduce certamente le tentazioni secessionistiche ma sembra accentuare proprio una idea dell’Italia che avrebbe nella trazione nordista il punto essenziale della sua partecipazione alla ulteriore integrazione europea e quindi alla globalizzazione mondiale. In questo caso saremmo in presenza di un nuovo soggetto politico tendenzialmente nazionale ma che negherebbe in radice l’idea stessa della nazione italiana intesa quale soggetto unitario di sintesi tra nord e sud. Discorso in parte diverso va fatto in riferimento alle affermazioni che parlano di un partito del sud. Un siffatto partito limiterebbe formalmente la propria presenza e quindi la propria proposta politica alle regioni tradizionalmente considerate quelle meridionali. Non è mai ufficialmente detto se si tratti di un partito limitato a ciascuna regione del sud o se si tratti di un unico partito del sud. E’ evidente che in questo caso mancherebbe del tutto una visione nazionale di sintesi perche il sud verrebbe considerato quasi una sorta di lobby territoriale tesa a bilanciare la forza politica del nord. La mancanza di visione nazionale finisce pertanto con il caratterizzare entrambe queste proposte sostanzialmente localistiche con la differenza che, mentre la proposta “italiana” della Lega Nord e riconducibile in qualche modo al rapporto con la globalizzazione, quella del sud sembra limitata ad una vecchia logica meridionalistica puramente rivendicativa. Parlare pertanto di partito nazionale – come fa l’Udc – significa prendere atto della fine pressoché definitiva degli Stati nazionali; occorre peraltro allo stesso tempo avere una grande attenzione alle diverse capacità delle diverse regioni d’Italia di partecipare al processo di globalizzazione. Un partito nazionale di questo tipo appare oltretutto particolarmente idoneo a rilevare la nuova straordinaria centralità del Mediterraneo: l’idea di Italia che un siffatto partito avrebbe, saprebbe infatti cogliere le nuove rilevanti opportunità che il Mediterraneo offre oggi in conseguenza dell’avvento di Cina ed India sulla scena mondiale. Soltanto un siffatto partito nazionale avrebbe infatti la capacità di guardare contemporaneamente al Mediterraneo allargato fino al Golfo Persico da un lato, all’ulteriore processo di integrazione europea – Turchia inclusa – dall’altro, al nuovo rapporto tra Stati Uniti e Gina infine, destinato a modificare radicalmente il contesto della globalizzazione che stiamo vivendo in questi anni. Partito nazionale radicalmente attento alle realtà regionali e non partito locale del nord o del sud che sia. Questo sembra essere il futuro che ci interpella soprattutto in quanto cristiani, anche alla luce dell’ultima enciclica sociale di Benedetto XVI.

di Francesco D’Onofrio tratto da Formiche agosto-settembre 2009










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