D’Onofrio: Altro che “due forni”, l’Udc è I’alternativa

Si rincorrono, comprensi­bilmente, le analisi con­cernenti le scelte che l’Udc ha fatto in riferi­mento ai ballottaggi per le ele­zioni amministrative e se ne trae di solito la conseguenza che si è trattato di un esperimento di doppio “forno”. Ma quale doppio forno! L’Udc ha infatti deciso di non entrare nel Pdl e di non passare al Pd pro­prio perche ha affermato ed af­ferma di essere alternativo ad entrambi: al Pdl e al Pd infatti si chiede con insistenza di dire che cosa essi siano perche fino ad oggi non lo ha compreso nessuno.
Nelle ultime settimane si è votato per le elezioni Europee con un sistema proporzionale e sbarramento nazionale al 4%; per il referendum sul sistema elettorale; per le elezioni am­ministrative. L’Udc ha affronta­to tutti e tre questi fondamen­tali turni elettorali con la pro­pria identita di partito liberal­popolare come si conviene per un partito che non si limita sol­tanto ad essere nel Partito Po­polare Europeo perche si tratta di un partito che e soprattutto erede dei fondatori stessi del Partito Popolare Europeo , os­sia di un progetto che operava in Europa molto prima di Pd e Pdl.
L’Udc a sua volta non si è nvoluto rinchiudere nella sem­plice nostalgia del passato, perche ha promosso la Costi­tuente di Centro che e aperta a tutti coloro che si sentono cul­turalmente e politicamente alternativi a Pd e Pdl. Non si trat­ta pertanto della ovviamente stanca riproposizione di un passato che si è esaurito, ma dell’affermazione di un futuro da costruire nella piena consa­pevolezza che le risposte fino ad ora tentate dal Pd e dal Pdl si iscrivono tutte nella lunga transizione iniziata con la fine della cosi detta Prima Repub­blica. Quel che sorprende nel Pdl è proprio la mancanza di qualunque analisi politica con­cernente il passato e l’assenza totale sul futuro dell’Italia nel mondo contemporaneo: è co­me se il Pdl vivesse di uno smi­surato presente senza passato e senza futuro. Quel che sor­prende a sua volta nel Pd è l’assenza di una radicale rottu­ra almeno con il passato comu­nista perchè non si costruisce nulla se prima non si afferma di avere strategicamente sba­gliato su questioni fondamen­tali per l’Italia, l’Europa ed iI mondo.
Con la Costituente di Centro non si intende pertanto dar vita ad un altro piccolo partito italiano destinato ad oscillare da una parte o dall’al­tra dei due presuntuosi e sedi­centi poli. Piena coerenza ri­spetto ai valori costitutivi della storia italiana dell’800 e del 900; dura autocritica per quel che concerne la trasformazio­ne dell’ispirazione popolare sturziana in cultura e prassi di Partito-Stato; assoluta consa­pevolezza delle novita sociali italiane ed europee nel conte­sto della globalizzazione, guar­dando pertanto al futuro dell’I­talia in termini alternativi a quelli sommariamente affron­tati da Pd e Pdl.
Si tratta di un impegno culturale e politico di fondo perche occorre saper rifiutare sia la ten­tazione di un ritorno purchê sia al passato sia l’illusione che la politica ormai consiste di solo presente. Seguiremo con grande attenzione it dibattito che si è aperto nel Pd in vista del suo Congresso ed affronteremo in termini non moralistici it rappor­to esistente tra Berlusconi e Pdl, consapevoli come siamo che si tratta di governare l’Italia o non soltanto di vincere o perdere le elezioni politiche. Le prossime scadenze elettorali riguarderan­no molte regioni italiane: affron­teremo anche questa stagione con lo sguardo rivolto al bene comune dell’Italia, a differenza di quanto sembra aver fatto il Pdl e non solo il PdI in Sicilia nel corso dell’ultima crisi di governo regionale.
L’Udc non è entrato nel Pdl e non è passato nel Pd per convinzione e non certo per convenienza. Continueremo in questo cammino certi che gli ita­liani vorranno scegliere una strada nuova perche utile al paese e non solo perche nuovista.

di Francesco D’Onofrio, tratto da Liberal del 30 giugno 2009










Lascia un commento