D’Onofrio:Un’alternativa al localismo egoista

A tutte le questioni che toccano il pur fondamentale rapporto tra la dimensione locale e la dimensione globale vi sono due possibili risposte: il localismo egoista da un lato e l’alternativa sturziana dall’altro.
Vi è infatti un modo antropologico prima ancora che politico di considerare la piccola dimensione in senso localistico e quindi egoistico, come appare sempre più chiaro ogni volta che ci si trovi ad affrontare il problema dell’immigrazione, o del salario, o dei trasporti; per parlare delle più attuali questioni che hanno posto all’attenzione degli italiani le iniziative ufficialmente promosse dal governo ma sostanzialmente volute dalla Lega.
Non vi è dubbio che si tratti di questioni certamente rilevanti: non si può affrontare la vicenda dell’immigrazione facendo finta di ritenere che il problema sia soltanto da vedere in termini per così dire buonisti; non si può discutere dei diversi livelli del costo della vita al Nord e al Sud del Paese senza considerare le ricadute possibili sui livelli salariali; non si può discutere dei trasporti pubblici nelle diverse località urbane del Paese senza sapere che essi sono frequentati in modo molto diverso a seconda delle diverse ore della giornata. Ma è di tutta evidenza che in ciascuna di queste questioni è in discussione la radice di fondo che attribuiamo al termine “identità”: se con questa parola intendiamo conservare l’esistente in quanto tale senza alcuna considerazione per tutto ciò che le è estraneo, siamo indotti a ritenere che l’identità locale si traduca in una sorta di egoistica tutela del localismo.
Se invece guardiamo al tema dell’identità partendo dal concetto stesso di persona umana come è stato ripetutamente detto nella ispirazione sturziana della cultura delle autonomie, la dimensione locale cessa di produrre l’egoismo e diviene promotrice di una cultura della socialità che considera l’immigrazione, i salari e i trasporti quali parti essenziali della socialità medesima.
Anche le ultimissime vicende concernenti le cosiddette gabbie salariali pongono in evidenza la diversità di fondo tra la cultura del localismo egoista, che vede nell’istituto delle gabbie salariali la risposta tipica di chi immagina la immodificabilità della dimensione locale medesima, e la cultura sturziana tipica di chi intende combinare autonomia locale e dimensione nazionale.
Sta tutta qui la questione moderna della unità nazionale: il localismo egoista non si sente partecipe della dimensione nazionale dei problemi dell’immigrazione, dei salari e dei trasporti, mentre l’autonomismo sturziano chiede appunto alla dimensione nazionale dei problemi la consapevolezza delle specifiche diversità locali.
Un partito di centro, di ispirazione cristiana, radicato nella antropologia sturziana della comunità locale territoriale vede pertanto le questioni locali come questioni che richiedono tutte la flessibilità delle soluzioni concernenti anche immigrazione, salari e trasporti ma non la messa in opera di decisioni politiche che tendono al respingimento purchessia degli immigrati, alle gabbie salariali per i lavoratori dipendenti, alle carrozze divise per razza nei servizi di trasporto. Sarebbe opportuno che di tutte queste grandi questioni si discutesse in termini culturali appunto e non sloganistici perché si tratta di grandi questioni identitarie che non possono diventare oggetto di battute più o meno felici di questo o quell’esponente politico.
La costruzione del nuovo partito di centro deve infatti fondarsi su una scelta antropologica di fondo: la nostra scelta è stata e non da oggi nel senso del primato della persona umana. Non si tratta di una semplice questione lessicale (la persona al posto dell’individuo), ma di una grande questione culturale e quindi politica: la coesione nazionale che in tanti riteniamo essenziale soprattutto in questa drammatica stagione di crisi economico-finanziaria non può essere perseguita da chi ragiona in termini egoistici e quindi in fondo di “avarizia”istituzionale, ma lo sarà da quanti hanno ritenuto e ritengono che la centralità della persona umana è l’elemento costitutivo della identità locale, regionale o nazionale che sia.

Di Francesco D’Onofrio, tratto da Liberal del 06 agosto 2009










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