D’Onofrio: Qualcuno sa dire cos’è oggi l’Italia?

2009-11-07T22:27:00
Si parla di “globalizzazione” da qualche tempo, soprattutto in riferimento alle vicende economiche e finanziarie internazionali. La più recente crisi, che ha colpito tutte le maggiori economie del mondo, è infatti vissuta soprattutto alla luce del mutamento anche radicale degli equilibri politici generali che avevano rappresentato la situazione non solo economica concernente i rapporti tra i diversi Paesi.

Occorre procedere a una valutazione, la più ampia possibile, del significato del termine “globalizzazione”per valutarne le molteplici implicazioni che esso può avere, non soltanto in riferimento a fatti economici e finanziari. Per quel che concerne questi ultimi, infatti, è di tutta evidenza che la globalizzazione sta modificando a fondo i rapporti tra le grandi aree geopolitiche del mondo, come risulta in particolare dai rapporti sempre più stretti che si stanno realizzando tra il sistema economico statunitense e il sistema economico cinese.
Siamo in presenza della ricerca di un nuovo equilibrio mondiale, nato all’indomani della sconfitta storica del sistema sovietico, che aveva rappresentato in qualche modo un’alternativa radicale, non soltanto economica, al sistema statunitense e più in generale al sistema euroatlantico. In questo contesto assumeranno rilievo crescente i temi concernenti le identità specifiche delle diverse nazioni del mondo perché – come è stato di recente osservato da Marramao – stiamo passandoin qualche modo da un contesto definibile di modernità-nazione a un contesto di modernità-mondo.
Si sta ponendo con forza crescente proprio il rapporto tra identità nazionale e globalizzazione. Se infatti la globalizzazione comporta in prima battuta conseguenze significative proprio per quel che riguarda le diverse componenti dei sistemi produttivi nazionali, ne deriva una sua capacità di incidere – non con la stessa intensità – su componenti dei diversi sistemi nazionali medesimi, quali ad esempio sono i valori di fondo non attinenti immediatamente al sistema produttivo. Qualora infatti si consideri il lungo e spesso tormentato processo costitutivo degli stati nazionali, siamo indotti a rilevare che lo stato nazionale ha finito con il rappresentare in qualche modo il punto terminale – istituzionalmente parlando – del processo di formazione delle diverse nazioni. L’identità nazionale ha pertanto finito con il coincidere – soprattutto in Europa e negli Usa – con lo Stato nazionale medesimo, sì che il processo di globalizzazione in atto appare sempre più destinato a scontrarsi proprio con la “durezza” delle identità nazionali, che tendono talvolta a temere uno scardinamento degli elementi costitutivi della identità nazionale propria, in conseguenza del processo di globalizzazione in atto.
Occorre a tal riguardo aver presente il fatto che la globalizzazione economica e finanziaria sembra fare riferimento sempre più ad aree geografiche molto vaste e, quindi, a stati nazionali di dimensioni particolarmente grandi. Sembra pertanto di poter rilevare che sono proprio gli stati nazionali a dimensione più ridotta – come nel caso dell’Italia – a constatare che il processo di globalizzazione sta creando un dislivello crescente tra l’identità nazionale – se fortemente sentita – e la dimensione economica che risultasse insufficiente per una incisiva rilevanza dello Stato medesimo nel processo di globalizzazione in atto.
Siamo dunque in presenza di una vicenda non ancora avvertita dal punto di vista della immediatezza delle conseguenze della globalizzazione, ma probabilmente destinata a spingere sempre più verso l’attenuazione delle identità nazionali territorialmente minori a favore di identità nazionali capaci di reggere il contesto della globalizzazione in atto. Si era infatti detto da più parti che la crisi economico-finanziaria in atto non avrebbe più lasciato le cose come erano prima della crisi medesima. Questa affermazione sembrava riferirsi al fatto che la previsione di nuove regole internazionali sul terreno soprattutto della finanza mondiale avrebbero finito con il condizionare a fondo lo stesso processo capitalistico che aveva concorso alla crisi medesima. Fino ad ora queste nuove regole non sono state adottate e vi è di conseguenza chi ritiene che proprio la mancanza di nuove regole possa riproporre a tempi brevi la stessa gravissima crisi finanziaria oggi in atto. Forse non si era tenuto conto che il processo di globalizzazione investisse allo stesso tempo un tema forse percepito come meno essenziale per quel che concerne i rapporti economici internazionali, ma fortemente vissuto sul piano della identità nazionale in questione.
L’Italia si trova in qualche modo in un punto geograficamente sensibile: tra Europa, Africa ed Asia essa vede in discussione la propria identità nazionale, sia nel contesto del processo di integrazione europea, sia nel contesto della globalizzazione in atto.
La profondità ideale della identità nazionale italiana viene pertanto messa a dura prova nel contesto di entrambi i processi. Forse mai come oggi l’identità italiana avverte l’essenzialità di una strategia europea fortemente orientata a divenire parte del processo mondiale di globalizzazione, salvaguardando allo stesso tempo la specificità nazionale nel contesto del processo di integrazione europea. Interesse nazionale e processo di costruzione dell’Unità europea da un lato e identità nazione e processo di globalizzazione dall’altro sono pertanto due aspetti del medesimo problema: cosa è oggi l’Italia.

Di Francesco D’Onofrio, tratto da Liberal del 7 novembre 2009










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