Cittadinanza: Casini, nuove regole, potenziare ius soli

2009-12-22T11:49:00

(ANSA) – ROMA, 22 DIC – ‘Non dobbiamo dare alibi a nessuno per non continuare l’esame di questo provvedimento. La materia certo e’ spinosa, ma non metteremo i bastoni tra le ruote’: Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, nel corso della discussione generale alla Camera della legge sulla cittadinanza agli stranieri ritiene infatti necessarie ‘nuove regole di fronte a un nuovo straordinario fenomeno come quello dell’immigrazione nel nostro paese’.

‘Bisogna potenziare il meccanismo dello ius soli – ha spiegato – che attribuisce la cittadinanza a coloro che nascono in questo Paese a prescindere dalla nazionalita’ dei genitori’.

Casini ha quindi sottolineato l’importanza per l’Italia dell’apporto degli immigrati, ‘fondamentale sia sul piano lavorativo ed economico che su quello della natalita’.

‘Siamo il secondo paese piu’ vecchio al mondo dopo il Giappone e se non si invertira’ il trend del nostro tasso di natalita’ dovremo accogliere 300 mila nuovi immigrati ogni anno se vorremo mantenere i tassi di sviluppo che avevamo prima di questa grande crisi’.

‘La spesa pensionistica assorbe il 30% del bilancio dello Stato – ha aggiunto – quasi il doppio rispetto all’Ocse: puo’ un Paese cosi’ permettersi di rinunciare all’apporto di 4,5 milioni di lavoratori stranieri in regola?’. Come per i cinque miliardi di tasse che ogni anno versano al nostro fisco: Davvero non ci servono? E ai 7 bambini su 10 che nascono da stranieri nel nostro Paese possiamo dire che non li vogliamo? Cosa guadagniamo dalla presenza sul nostro territorio di migliaia di nuovi emarginati?’.

<p> ‘La cittadinanza non e’ nel programma di Governo – ha detto Casini – ma di certo lo e’ in quello dell’Italia e degli italiani’. Comunque, pur sottolineando ‘le troppe questioni irrisolte nel testo’, Casini ha ritenuto necessario continuare nella discussione su una questione ‘che non puo’ piu’ essere rimandata’. Siamo in presenza di ‘un periodo storico nuovo che necessita di nuove regole’.










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