Immigrazione: Casini, non fare come i farisei

2009-12-19T12:00:00

(ANSA) – ROMA, 19 DIC – ‘Non si puo’ dire che noi siamo stati scippati della nostra battaglia sull’identita’ cristiana, che nulla ha a che fare con l’uso politico del crocifisso di chi dice: ‘Oggi lo difendo e domani lo spacco in testa ad un extracomunitario’, e non ricorda che Gesu’ Cristo era un extra comunitario’. Lo afferma Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, nel corso del suo intervento all’Assemblea Nazionale delle Regioni a Roma, facendo un chiaro riferimento alla politica sull’immigrazione proposta dalla Lega, ma senza mai citare direttamente il partito di Umberto Bossi.

‘Noi difendiamo l’identita’ cristiana come elemento di patrimonio comune civile di tutti gli italiani, di chi ha il dono della fede e di chi non ce l’ha – aggiunge – Questa non e’ la terra di nessuno dove chi viene e’ padrone, ma chi viene nel nostro Paese, magari sui barconi della speranza, deve coltivare insieme a noi il senso di appartenenza. Questa e’ la modalita’ di approccio al tema della cittadinanza, l’idea che questo e’ un grande Paese che da’ il senso di un destino comune’.

‘Non possiamo – conclude – chiedere agli extracomunitatri di lavorare nelle nostre fabbriche di giorno e chiuderli nel ghetto degli invisibili il sabato e la domenica o la notte. Fare cosi’ ricorda i farisei denunciati da Gesu’ ‘.










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