Regionali Veneto: Cesa: “Ora si metta a capo dei moderati”

2009-12-18T12:45:00

Il governatore faccia una scelta coraggiosa e rompa col Pdl: noi siamo pronti 

Dopo la decisione di candidare un leghista alla guida del Veneto, da Roma giungono pressione su Galan perché accetti un ministero. Ma Lorenzo Cesa lo invita: “Si metta alla guida dei moderati rompendo col Pdl: noi siamo pronti”. L’intervista a ‘Il Gazzettino’.

Lorenzo Cesa, coraggio per strappare dal Pdl?

«Ce lo auguriamo» tifa il segretario nazionale dell’Udc.

Dunque è consistente la possibilità che l’Udc appoggi una lista guidata dal governatore abbandonato dal suo partito.

«Nel caso di rottura, certamente. Abbiamo sostenuto Galan lealmente per quindici anni; ne abbiamo apprezzato il lavoro e non meritava il trattamento che il suo partito gli ha riservato. Quanto a risultati ottenuti, è alla pari di quelli incassati dal lombardo Roberto Formigoni; si è interessato veramente dei problemi del Veneto. E oggi viene disarcionato dalla nomenclatura dei due partiti».

 

Vuol dire alla faccia del federalismo di partito?

«È evidente, contrariamente alle affermazione che si fanno anche nel Pdl, decisione è stata assunta dai vertici già qualche mese fa, a Milano da Bossi e Berlusconi. Come avvenuto in altre realtà, con un metodo per nulla democratico».

A questo punto, da parte vostra viene meno quel patto siglato nel ’95 con il Pdl.

«Non ci stiamo a contribuire a consegnare il Veneto alla Lega».

La contromossa?

«Da tempo stiamo sondando la possibilità di costruire un polo alternativo: non si può condividere le posizioni Carroccio, ad esempio, sul federalismo, che riteniamo assolutamente non solidale, sui temi dell’accoglienza, sulla politica agricola portata avanti da Zaia per la mancata capacità del ministro di mantenere le promesse fatte agli agricoltori».

Anche per lei la Lega è come le “colonne d’Ercole”, oltre le quali c’é il nulla?

«Condivido il concetto figurato di De Poli».

Polo alternativo, con chi?

«Con i movimenti locali. Ma sia chiaro, non sarà un polo anti-Lega».

Tutti sanno che sarebbe perdente.

«Vero. Sarà, invece, un polo alternativo per costruire una proposta politica, che abbiamo già elaborato, per una alternativa credibili non basata sulla demagogia, su slogan ma su risposte concrete».

Attendete cosa farà Galan?

«Sarebbe molto interessante se lasciasse la compagnia del centrodestra. Se lo farà, lo abbiamo già annunciato Pier Ferdinando Casini agli stati generali dell’Udc veneto a Abano, noi valuteremo con attenzione l’iniziativa che anche dei sindaci di centrodestra hanno gradito firmando petizioni pro-Galan. Aspettiamo l’atto di coraggio da parte del governatore uscente».

La lista dei moderati prevede anche il Pd veneto?

«Non abbiamo ancora affrontato l’ipotesi di questa presenza, lo faremo».

Siete corteggiati dal Pd un po’ dovunque in Italia.

«Se e quando il Pd lo chiederà, ci metteremo al tavolo e confronteremo i programmi per capire se c’é condivisione. Per oggi non ci sono le condizioni».

Per ora il vostro candidato lo avete scelto.

«Antonio De Poli, capo della segreteria politica, portavoce nazionale e segretario veneto. Se poi ci sarà l’ipotesi Galan, faremo un passo indietro»

Facendo due calcoli, una lista alternativa a Pdl-Lega quanto varrebbe in Veneto?

«Con Galan prevediamo un risultato a due cifre…».

E correndo da soli?

«Abbiamo già testato la nostra forza in Veneto alle europee, sfiorando l’8% e siamo sicuri di crescere ancora perché c’è un popolo moderato che non accetta il modo di fare del centrodestra e non intende concedere il voto alla Lega che, proprio alle europee, non mi pare abbia avuto la maggioranza relativa».

Appena un punto sotto il Pdl.

«Sotto, appunto».

Indicazioni di sondaggio danno il Carroccio in Veneto tra il 30 e il 33%.

«Bella forza, quando un partito ottiene la presidenza di una regione è così. Ne consegue che ci sarà un riequilibrio all’interno del centrodestra, a svantaggio del Pdl ovviamente».










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