I nodi del Pd. Dal bipartitismo all’alternativa.

2010-01-04T12:52:00

04 GEN- E’ ormai evidente che il mancato svolgimento dell’Assemblea regionale del Pd pugliese non costituisce soltanto un episodio – per quanto significativo – di gestione di un organo di partito locale, perché si tratta di una vicenda politica di rilievo anche nazionale.

Il Partito democratico era passato infatti dall’impostazione veltroniana sostanzialmente bipartitica alla linea politica dell’alternativa, che Bersani ha posto a fondamento della sua candidatura alla Segreteria.

 In questo contesto le vicende del Pd pugliese sono allo stesso tempo locali e nazionali, si che occorre essere rispettosi dei processi decisionali di ciascun partito, nella consapevolezza che sono contestualmente in gioco la vita complessiva di quella regione e la prospettiva generale del Pd in campo nazionale.

 Il passaggio dall’impostazione bipartitica all’impostazione dell’alternativa costituisce pertanto la differenza di fondo tra le elezioni politiche del 2008 e le prossime elezioni regionali.

La segreteria Bersani è dunque sollecitata in questa vicenda ad affrontare un rilevante impegno politico: il passaggio dalla linea sostanzialmente bipartitica che aveva caratterizzato il Pd nelle elezioni politiche del 2008, alla linea politica che Egli ha definito” dell’alternativa”.

Le ormai imminenti elezioni regionali costituiscono pertanto un test molto rilevante sia per la tenuta complessiva dell’attuale maggioranza di governo, sia per le prospettive dei soggetti politici che sono riusciti ad entrare in Parlamento, nonostante la “ruvida” campagna elettorale di fatto bipartitica – veltroniana e berlusconiana – che descriveva come “inutile” il voto dato a soggetti diversi da Pd e Pdl.

<p> Sebbene si tratti di una prova elettorale che non coinvolge tutte le regioni, il numero complessivo delle regioni in cui si vota (13) e la particolare rilevanza anche elettorale di molte di esse, fa infatti ritenere che si stratta ad un tempo di elezioni locali e di rilievo nazionale complessivo delle elezioni medesime.

Sta in questa bivalenza del voto regionale la particolare caratteristica che assume in ciascuna di esse la linea politica e di programma con la quale ciascun soggetto politico è chiamato ad essere contestualmente soggetto politico di identità, di rilievo elettorale locale, di proposta politica nazionale.

Chi sarà chiamato ad esprimere un giudizio politico sul risultato elettorale complessivo dovrà pertanto necessariamente tener conto anche del fatto che in ciascuna Regione si è giocato un passaggio significativo della linea politica nazionale.

Si tratta in definitiva di una fase particolarmente delicata della costruzione della linea politica che è risultata vincente al recentissimo congresso del Pd medesimo, sempre che – anche agendo nel contesto delle vicende pugliesi – non si intenda surrettiziamente trasformare quel congresso in una sorta di sondaggio, annullando di fatto il passaggio dalla linea bipartitica, sostanzialmente elettorale, a quella dell’alternativa, di governo e non solo elettorale.

di Francesco D’Onofrio, tratto da ‘Il Messaggero’ del 04/01/2010

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