Banco Sicilia: Maira, su piano Unicredit dibattito all’Ars

2010-01-09T16:45:00

(AGI) – Palermo, 9 gen. – “Il governo della Regione e la Fondazione Banco di Sicilia non hanno alimentato alcun dibattito sulla prevista soppressione del Banco di Sicilia, anzi si accingono a sottoscrivere l’aumento di capitale di 4 miliardi, deciso due giorni fa, com’e’ dimostrato dalle dichiarazioni del presidente della Fondazione Gianni Puglisi e dal suo attivismo persuasivo verso il Governo regionale. Ma purtroppo si trascura colpevolmente che la riorganizzazione del gruppo Unicredit prevede la chiusura del Banco di Siiclia, cioe’ della prima azienda dell’Isola per occupati, fatturato e gettito fiscale”. Lo afferma Rudy Maira, capogruppo Udc all’Ars e primo firmatario di una mozione con la quale si chiede un dibattito urgente a Sala d’Ercole. “Dal prossimo 1 novembre -prosegue Maira- piu’ di mille dipendenti del Banco, considerati in esubero, perderanno il proprio posto di lavoro, si tratta di un impoverimento della forza lavorativa siciliana che supera anche il numero dei lavoratori della Fiat di Termini Imerese. La cessazione del Banco di Sicilia inoltre comportera’ la perdita di introiti fiscali per 150 milioni di euro annui.

Alla luce del fatto che la scomparsa di BdS non trova adeguato dibattito neanche nei vertici confindustriali siciliani e che il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha rinunciato ad un ruolo dialettico con i vertici della holding capofila, chiediamo un dibattito urgente all’Ars in considerazione che la partecipazione in Unicredit e’ disciplinata da una legge regionale che assegna al parlamento siciliano un ruolo fondamentale e di indirizzo”. 










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