Riforme: Casini, a 2/3 quorum elezione presidenti assemblee

2010-01-12T14:14:00
(ANSA) – ROMA, 12 GEN – ‘Una riforma fondamentale sarebbe quella di portare a due terzi il quorum per l’elezione dei presidenti delle Assemblee’. A lanciare la proposta, nel corso del convegno organizzato alla Camera ‘Il Parlamento e l’evoluzione degli strumenti della legislazione’, e’ il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.
In questo modo, sottolinea Casini, il presidente dell’Assemblea avrebbe un ruolo davvero terzo e non sarebbe piu’ ostaggio della maggioranza che lo ha eletto.
Nel fare il punto sull’attuale sistema legislativo, il deputato centrista, mette dunque in risalto il ruolo che e’ chiamato a svolgere ‘il presidente della Camera’ (come dice piu’ volte prima di ricorrere al termine piu’ generale di ‘presidente dell’Assemblea) che e’ sempre piu’ di garanzia non solo tra le forze politiche, ma tra governo e Paramento. Casini insiste piu’ volte, nel suo intervento, sul ruolo di garanzia e di equilibrio che e’ chiamato a svolgere il presidente dell’Assemblea. ‘Ruolo di garanzia – sottolinea il deputato centrista – che non e’ venuto meno (Anzi!) da quando si e’ interrotta la prassi che voleva che la presidenza di uno dei due rami del Parlamento venisse affidata all’opposizione’.
‘L’estensione del ruolo di garanzia del presidente della Camera – prosegue – e’ stata resa necessaria soprattutto dall’esigenza di riequilibrare i poteri’. ‘I fattori di criticita’ dell’attuale processo legislativo – dichiara ancora – sono tali per cui, quasi sempre, e’ solo l’intervento del presidente dell’Assemblea’ che e’ in grado di evitare un possibile strappo tra i diversi poteri.
Il compito che e’ dunque chiamato a svolgere chi presiede le assemblee parlamentari e’ tale, ribadisce il leader dell’Udc, che spesso ‘si creano incomprensioni con la propria maggioranza’. ‘Le decisioni migliori che io abbia mai preso da presidente della Camera – ricorda Casini – sono state quelle che hanno scontentato tutti…’.
Il leader centrista critica dunque ‘il crescente uso dei maxi-emendamenti ed il ricorso cosi’ frequente alla fiducia’.
Ricordando che ‘la presenza dei maxi-emendamenti nella decretazione d’urgenza’ investe di fatto anche i rapporti ‘con il Capo dello Stato’.
E, sempre a proposito del presidente dell’Assemblea (‘che spesso si trova in solitudine’), Casini spiega che ‘bisogna agire in futuro sul crinale della mediazione spingendo ogni volta piu’ a fondo’.
Nella presidenza delle Camere, Casini ravvisa insomma quel ‘motore utile per facilitare le convergenze senza il quale, anche sul fronte delle riforme, non si va lontano’. Le ‘buone riforme’, conclude, ‘sono quelle che si fanno con il concorso di tutti’.(ANSA).










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