Processo breve: D’Alia, rimedio peggiore del male

2010-01-12T18:06:00
(ANSA) – ROMA, 12 GEN – “Da una prima lettura del maxiemendamento del relatore ricaviamo l’impressione che il rimedio sia peggiore del male”, è la sentenza del presidente dei senatori dell’Udc Gianpiero D’Alia sull’emendamento messo a punto dalla maggioranza al ddl che da questo pomeriggio sara’ all’esame dell’Aula.
“Non solo perche’ non si affronta la questione della sovraesposizione finanziaria del ministero della Giustizia rispetto alle domande di equa riparazione, ma anche perche’ si appesantisce il relativo giudizio con il rischio di vanificare gli effetti della Legge Pinto. A cio’ si aggiunga che l’estensione della prescrizione processuale ai giudizi contabili rischia di compromettere lo svolgimento regolare della attivita’ istruttoria comprimendo i diritti di difesa delle parti”.
D’Alia ha poi trovato “sorprendente” l’introduzione della prescrizione per i processi per mafia, terrorismo, riduzione in schiavitu’ e altri reati di particolare allarme sociale. “Come se tutto cio’ non bastasse – spiega l’esponente centrista – si tiene ferma l’applicazione ai processi in corso della nuova disciplina sotto le mentite spoglie di una mini prosecuzione dell’indulto per via processuale”.
Per il senatore Udc è chiaro che si tratta “dell’ennesimo tentativo malriuscito di norma ad personam”. “Quest’ultima si presta – ha ricordato D’Alia – ad una inquietante interpretazione demolitiva di tutti i giudizi penali in corso i quali, indipendentemente dal grado in cui si trovano, verrebbero travolti se in primo grado hanno avuto una durata superiore ai 2 anni. Si vede che la maggioranza – ha concluso D’Alia – ha gia’ dimenticato le considerazioni del Capo dello Stato sul corretto modo di esaminare ed approvare le leggi, formulate in occasione dell’approvazione del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’”. (ANSA).










Lascia un commento