Regionali, Pdl-Udc: Tassone, non siamo partito all’incanto

2010-01-18T14:08:00
Roma, 18 GEN (Velino) – L’alta tensione di questi giorni tra Pdl e Udc ha messo a rischio le ipotesi di alleanza in regioni, come la Calabria, dove la trattativa era avviata. In Calabria, spiega al VELINO il deputato dell’Udc Mario Tassone, calabrese, siamo in una “fase di stallo”, in attesa di capire come si evolvera’ la situazione. Tassone conferma che l’Udc si era rivolta prima al Pdl, “stavamo marciando verso un’alleanza con il Pdl”, ma poi c’e’ stato un “blocco”. La causa? Alcune dichiarazioni ostili, “tranchant”, da parte di esponenti del Pdl, come il ministro Bondi, ma anche dello stesso Silvio Berlusconi. Non e’ un mistero, infatti, che la politica dei “due forni” praticata dal partito di Casini non piace al premier e a gran parte dello stato maggiore del Pdl. Nessuna trattativa con Casini se prosegue con la politica del “doppio forno”, dichiara oggi, in un’intervista a la Repubblica, il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli: “Proporro’ che non ci sia contrattazione con l’Udc. Siano Pdl e Lega a decidere le candidature. Se poi Casini condividera’ candidato e programma, allora potra’ appoggiarci. Ma non potra’ concorrere alla scelta”. Casini fa capire che potrebbero saltare tutti gli accordi, anche quello per la Polverini. E tra questi anche quello per la Calabria, che era in dirittura d’arrivo. Adesso pero’ nella trattativa si e’ inserito il Pd, come conferma Tassone al VELINO. “Eravamo disponibili a dare un contributo”, ma “cio’ che e’ mancato e’ una riflessione e l’interesse a dare senso e significato a un possibile accordo, a discutere di programmi e obiettivi per la regione”. Dunque si’, “stiamo valutando” l’ipotesi di alleanza con il centrosinistra, con il casiniano Roberto Occhiuto candidato alla presidenza. “Non siamo all’accattonaggio, non c’e’ un’Opa, non siamo un partito all’incanto”, protesta Tassone, “la nostra e’ una posizione da valutare in prospettiva”. Se mercoledi’ si riunira’ l’ufficio di presidenza del Pdl, per decidere sulle ultime candidature e sull’atteggiamento da tenere con l’Udc, la candidatura del centrista Occhiuto in Calabria, a capo di una coalizione di centrosinistra, rischia di spaccare il Pd calabrese e replicare l’impasse verificatosi in Puglia. Come Vendola, infatti, il governatore uscente in Calabria, Agazio Loiero (ex Dc-Ccd-Udeur ora nel Pd) non e’ disposto a farsi da parte: “Non faccio nessun passo indietro. Se il Pd rinnega l’esperienza di questi cinque anni mi candido da solo, con tre liste, e vediamo che succede”, avverte dalle colonne di Repubblica, aggiungendo che “Bersani sta sbagliando tutto.
Cedere la presidenza fara’ raddoppiare i consensi all’Udc, e quindi li fara’ perdere a noi”. Non aiutano a rasserenare il clima tra Pdl e Udc le parole di Umberto Bossi, che avverte: al di sopra del Po per Casini “non c’e’ spazio”. “Vada da solo, visto che si ritiene cosi’ forte. Vada da solo a vedere quanti voti prende”. Secondo il leader leghista, infatti, Casini “e’ uno che fa molte chiacchiere e pochi fatti. E soprattutto pochi numeri”. Non si e’ fatta attendere la replica del leader dell’Udc: “Credo che tutti gli italiani abbiano capito chiaramente che il problema non e’ tra noi e il centrodestra, ma tra la Lega e il Pdl. Loro pretendono di dettare le alleanze non solo al Nord, dove noi non siamo disponibili ad intese con loro e loro con noi, ma anche al Sud del Paese”. Impossibile oggi un’alleanza nazionale con il centrodestra. Essendo all’opposizione, saremmo dei traditori, delle banderuole”. “Oggi – ripete Casini – il problema e’ questo atto di ulteriore arroganza della Lega, che non solo pretende di avere le regioni del Nord, ma anche di determinare le alleanze al Sud”.










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