Giustizia: Bianchi, sistema da ridefinire dalle fondamenta

2010-01-20T19:25:00
Roma, 20 gen. (Adnkronos) – “Non ci si puo’ muovere sempre sulle emergenze, meno che mai sulle emergenze dei singoli. Non basta prevedere per legge che un processo non possa durare piu’ di un certo termine, ma occorre altresi’ fornire gli strumenti, giuridici economici e pratici, perche’ quei termini siano rispettati”. Lo ha affermato, intervenendo in aula, Dorina Bianchi, vicepresidente dei senatori Udc, durante il dibattito sull’amministrazione della Giustizia.
La Bianchi ha sottolineato l’urgenza di “ridefinire dalle fondamenta l’organizzazione e la gestione dei sistemi giudiziari italiani. In particolare -continua- occorre rivedere completamente le procedure ed i riti, tanto quelli civili quanto quelli penali; occorre poi farlo con metodo democratico, non formulando dall’alto ipotesi gradite, ma coinvolgendo nell’analisi critica la magistratura, l’avvocatura, le cancellerie, l’universita’ ed il mondo accademico”.
Secondo Bianchi, “solo in questa maniera, con la predisposizione di progetti di riforma tecnicamente condivisi, si potra’ avviare una proficua discussione politica, che porti a riforme concrete discusse e parimenti condivise”.
“Il sistema Giustizia – evidenzia il vicepresidente dei senatori Udc – ha allora bisogno di risorse finanziarie, importanti e costanti, per la modernizzazione delle strutture e delle procedure, per le esigenze di depenalizzazione, per l’aggiornamento e la formazione del personale. Di queste spese si vorrebbe sentire piu’ spesso parlare, e non solo di spese per le intercettazioni”. Infine, Bianchi si sofferma sulla lotta alla criminalita’ organizzata: “abbiamo appreso con interesse della spinta propositiva del ministro dell’interno e del ministro della giustizia alla creazione di un testo unico della normativa antimafia. Anche su questa materia, bisogna lavorare nell’ottica di un rafforzamento degli strumenti normativi di contrasto, gia’ rilevanti ed efficienti”.

 










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