Udc, Cesa: bipolarismo non dà più risposte al Paese

2010-01-22T12:48:00
(AGI) – Roma, 22 gen. – “Il sistema bipolare non da’ piu’ risposte al Paese”. Parte da questo riassunto il discorso del segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, alla costituente di centro dell’Udc. Il segretario affronta la questione al centro del dibattito politico della cosiddetta politica del doppio forno affermando: “Dobbiamo rispondere a una campagna denigratoria che vuole screditarci. Noi, al contrario, siamo il partito della coerenza. Abbiamo scelto la strada difficilissima di andare da soli, rinunciando a comode poltrone. Siamo anche – ha sottolineato con orgoglio il segretario dell’Udc – l’unico partito che ha fatto le sue conferenze programmatiche e si e’ occupato di problemi del territorio”. “Dall’inizio della legislatura – ha spiegato Cesa – ci siamo collocati la’ dove hanno voluto i nostri elettori, ovvero all’opposizione. L’abbiamo fatto perche’ contestiamo la validita’ dell’assetto bipolare attuale, con due grandi partiti ostaggio dei loro alleati piu’ estremisti. E l’abbiamo fatto – ha proseguito Cesa – perche’ siamo convinti che questo assetto non sia in grado di risolvere i problemi che angosciano gli italiani: la crisi economica, le difficolta’ delle famiglie, la necessita’ di costruire un futuro migliore per gli italiani di domani. E che soprattutto non permette l’avvio di quella stagione di riforme che da anni ci vengono promesse e che non arrivano mai al traguardo. Sapevamo fin dall’inizio della legislatura che per chiamarci fuori da questo schema bipolare avremmo dovuto pagare un prezzo salato. Sapevamo che sarebbe stato molto piu’ comodo rimanere tranquillamente seduti all’interno dei due schieramenti. Ma abbiamo preferito pagare quel prezzo e collocarci all’opposizione, rinunciando a posti di potere pur di continuare a batterci per i nostri ideali in piena liberta’ e autonomia. Non c’e’ nessuna forza politica oggi in Parlamento – conclude con orgoglio Cesa – tranne l’Unione di centro, che possa dire di aver rinunciato al potere delle ultime due legislature”.










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