Regionali: Udc, unità nazionale, autonomia dagli schieramenti e no a pretese leghiste

2010-01-22T17:05:00

Roma 22 GEN – No alle pretese leghiste, rivendicazione dell’unità nazionale e dell’autonomia dell’Udc, proseguimento in vista delle imminenti elezioni regionali della propria iniziativa politica, iniziata nel contesto delle elezioni politiche del 2008 all’insegna di valori costitutivi come vita e famiglia, presidenti e programmi differenziati Regione per Regione. Sono alcuni dei punti contenuti nel documento approvato all’unanimità dall’Assemblea nazionale dell’Unione di Centro, riunitasi oggi alla presenza di Pier Ferdinando Casini nella sala della Confcooperative di Roma, che ha votato le relazioni introduttive di Savino Pezzotta e del segretario nazionale Lorenzo Cesa.  

L’Assemblea nazionale della Costituente di Centro al termine dei propri lavori ha approvato il seguente documento:

 

1) L’Assemblea approva all’unanimità le relazioni introduttive di Savino Pezzotta e Lorenzo Cesa.

2) L’Unione di Centro prosegue in vista delle imminenti elezioni regionali la propria iniziativa politica, iniziata nel contesto delle elezioni politiche del 2008 all’insegna dei propri valori costitutivi: vita e famiglia.

Il consenso elettorale conseguito nelle elezioni politiche, in contrasto con la ripetuta affermazione del cosiddetto “voto utile” e ampliato nel contesto delle elezioni europee del maggio 2009, è di conseguenza posto a base della linea politica fondamentale dell’Unione di Centro medesima.

3) Unità nazionale; presidenti e programmi anche differenziati Regione per Regione; riaffermazione rigorosa della nostra autonomia nei confronti di quanti ritengono di costituire già oggi soggetti politici definitivi, tra i quali si dovrebbe necessariamente scegliere, costituiscono di conseguenza le linee politiche strategiche dell’Unione di Centro.

4) L’unità nazionale costituisce pertanto la premessa necessaria della nostra linea politica anche e soprattutto nelle imminenti elezioni regionali.

Ne consegue la radicale avversione dell’Unione di Centro a qualunque pretesa leghista.

L’Unione di Centro si ispira infatti all’autonomismo sturziano che vuole le Regioni nella Nazione e non consente in alcun modo di considerare le Regioni quale base di partenza per la costruzione di un’altra Nazione.

5) Presidenti e programmi anche differenziati Regione per Regione.

La trasformazione del nostro sistema istituzionale in chiave sempre più autonomistica, fino al punto che si parla di evoluzione federalistica dello Stato nazionale, impone pertanto di guardare a ciascuna Regione italiana anche alla luce di eventuali programmi differenziati.

Una cultura federalistica che non si limiti soltanto ad una espressione esclusivamente verbale impone pertanto l’analisi attenta delle diverse proposte programmatiche regionali e fa ritenere conclusivamente del tutto naturale che i programmi regionali medesimi siano posti a fondamento di scelte elettorali anche diverse le une dalle altre.

6) Riaffermazione rigorosa della nostra autonomia.

Primato dell’unità nazionale, innanzitutto, e cultura dei programmi regionali anche differenziati richiedono di conseguenza che la linea politica nazionale dell’Unione di Centro non può in alcun modo essere giudicata in termini di cosiddetto ‘doppio forno’ perché la differenziazione delle alleanze costituisce di per sé una linea politica nazionale che non può essere rinchiusa nelle vecchie categorie di destra e sinistra.

7) Nella progressiva definizione delle alleanze politiche regionali l’Unione di Centro ha pertanto conferito alle proprie strutture regionali le decisioni concernenti programmi ed alleanze e respinge di conseguenza qualunque tentazione centralistica che sarebbe pertanto negatrice automaticamente di un autentico spirito autonomistico.

8) L’Unione di Centro ritiene di conseguenza che gli elettori di ciascuna Regione saranno pertanto posti in grado di scegliere tra Presidenti e programmi regionali anche alternativi, ma sempre rigorosamente attenti alle specifiche esigenze di ciascuna Regione.

Roma, 22 gennaio 2010

 

Documento approvato dall’assemblea nazionale della Costituente di Centro (22 gennaio 2010).pdf








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