G. Zinzi: Craxi? Fu un innovatore della politica

2010-01-20T15:18:00
Suo grande merito, sin dall’approdo ai vertici della segreteria del Psi nel 1976, è stata la progressiva presa di distanza dal marxismo, inquadrando chiaramente il suo partito in un ambito filoccidentale e di governo.

Non è facile, a dieci anni dalla sua scomparsa, stabilire con precisione quale sia l’eredità politica che ha lasciato Bettino Craxi. Senza dubbio, però, si possono fare delle osservazioni, capaci di andare al di là dei giudizi a volte troppo semplicistici che sul leader socialista vengono espressi. Noi, per mere ragioni anagrafiche, abbiamo potuto cogliere l’importanza del suo lavoro solo attraverso lo studio della storia degli anni più recenti del Paese o le testimonianze di chi quel periodo storico lo ha vissuto direttamente. Tuttavia, non possono mancare alcune considerazioni di rilievo. Di Craxi va innanzitutto sottolineato il profilo di grande innovatore della politica, grazie all’opera compiuta in special modo negli anni ’80 del secolo scorso. Suo grande merito, sin dall’approdo ai vertici della segreteria del Psi nel 1976, è stata la progressiva presa di distanza dal marxismo, inquadrando chiaramente il suo partito in un ambito filoccidentale e di governo. Ciò non gli ha impedito di dare all’Italia una politica estera credibile e autonoma, ma contestualmente leale nei confronti degli alleati Nato. Craxi ha conferito al Psi quel profilo liberaldemocratico, consentendo un lungo approdo al governo ad una sinistra riformista, legata ad un sodalizio con il centro forte rappresentato dalla Dc, e dando vita con diversi decenni d’anticipo a un centrosinistra la cui esperienza non è mai più stata ripetuta in quelle forme. Tra i leader italiani Bettino Craxi è stato uno tra i più capaci a stabilire il primato della politica sulle altre questioni, abilissimo, grazie al suo spessore politico, a far occupare al suo partito una posizione dominante nello scacchiere nazionale, anche al di là del suo reale consenso. E’stato poi un innovatore, un uomo che, oltre ad avere anticipato dinamiche politiche che si sarebbero poi sviluppate negli anni successivi, ha cercato di dare vitalità all’immagine del Paese, a partire dai tentativi di modernizzare la struttura socio-economica dell’Italia. E’ evidente che l’inglorioso epilogo della parabola umana e politica di Bettino Craxi impone anche una riflessione sulle sue vicende giudiziarie. Non si può fare a meno di sottolineare una sua oggettiva incapacità, nel momento di maggior forza, di intervenire su un sistema malato, che alla fine ha travolto anche lui. Le giovani generazioni si sarebbero aspettate lo stesso dinamismo, mostrato da Craxi nel campo delle riforme, anche nella formazione e nel sostegno di una nuova classe dirigente. Nonostante ciò, però, non va trascurata l’importanza rivestita da una delle figure politiche più rilevanti dell’Italia repubblicana, che non ha bisogno di essere riabilitata, ma solo compresa fino in fondo senza alcun pregiudizio.

Gianpiero Zinzi
Coordinatore Nazionale Giovani Unione di Centro

Tratto da ‘Lab’ del 16 gennaio 2010

 

 










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