Intervento dell’On. Mario Tassone sulle proposte di legge in materia di impedimento a comparire in udienza

2010-02-03T16:11:00
 

Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Consolo; Biancofiore e Bertolini; La Loggia; Costa e Brigandì; Vietti; Palomba; Paniz: Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (A.C. 889-2964-2982-3005-3013-3028-3029-A)

INTERVENTO ON.LE MARIO TASSONE – SEDUTA AULA 2.2.2010

Signor Presidente, in pochi minuti vorrei svolgere un brevissimo ragionamento. Credo che questa sia l’occasione anche per fare riflessioni molto più ampie, uscendo fuori da quello che è un percorso che a volte in quest’aula si ripete, in termini anche rituali, come se qualcuno di noi dovesse svolgere il suo «compito». 

L’onorevole Vietti, con la sua proposta, ha tentato insieme al gruppo dell’UDC di rimuovere degli ostacoli e delle difficoltà per il percorso dell’attività sia legislativa sia di Governo. Credo che sia uno sforzo che è stato fatto, che va apprezzato e che va considerato con molta attenzione. 
Certo questo è un momento di passaggio, perché il provvedimento in esame, come si è detto, dovrebbe essere di ponte ad un approdo verso una legge di rivisitazione costituzionale. Ma anche nella fase dell’esame delle questioni pregiudiziali riguardanti il profilo di costituzionalità del provvedimento ho ascoltato alcuni equivoci di fondo, sia per quanto riguarda la sovranità del Parlamento sia per quanto riguarda il ruolo della magistratura. Qui vi è confusione perché qualcuno pensa e vagheggia anche un livellamento ad un rango quasi eguale tra la sovranità del Parlamento e la sovranità della magistratura. Credo che questo sia un equivoco di fondo che debba essere eliminato, anche perché l’articolo 101 della Costituzione parla di giustizia gestita e amministrata in nome e per conto del popolo italiano. La sovranità del Parlamento viene ovviamente attraverso un voto popolare e quindi anche l’Esecutivo è espressione di un’attività dove la sovranità popolare si esalta, si espande e si rafforza. 

Ma vi è un altro dato: sul provvedimento in esame non v’è dubbio che vi sia un riscontro molto forte e molto intenso per dare un ruolo forte anche all’Esecutivo. Questo è il dato che è emerso anche nel dibattito e nella discussione non soltanto di questa mattina in quest’aula, ma anche nella fase preparatoria, durante la quale si è discusso anche in Commissione. Ritengo che il ruolo del Parlamento debba essere tutelato.

Ricordo tranquillamente quando il Parlamento fu costretto dagli eventi – e lo dico con estrema chiarezza: avrei preferito che alcuni colleghi avessero ricordato questo dato – ed immediatamente approvò la rimozione dall’articolo 68 della Costituzione dell’immunità parlamentare. Vengo qui a ricordare che nel momento in cui il provvedimento in esame è un provvedimento ponte, che dà un ruolo forte anche all’Esecutivo rispetto alla sua attività, per alcuni versi anche giusta, ritengo che bisogna arrivare ad una rivisitazione dell’articolo 68 della Costituzione, reintroducendo l’immunità parlamentare con riferimento chiaro alla norma relativa al Parlamento europeo.

Questo Parlamento deve essere in condizione di fare queste proposte, uscire fuori anche molte volte dagli infingimenti, dai complessi di inferiorità: questo Parlamento deve esprimere chiaramente la sua sovranità, la sua indipendenza verso altri poteri e verso altri sconfinamenti che cercherebbero di condizionare la sua attività. Se noi discutessimo anche il provvedimento in esame avendo ben chiaro quello che è l’obiettivo, per dare dignità anche al ruolo del Parlamento, soprattutto un ruolo forte della politica, un equilibrio tra la magistratura e il Parlamento e la politica, ritengo che questo sarebbe un fatto estremamente serio, che andrebbe ad arricchire anche il nostro dibattito, per sottrarlo a quelli che sono le minuzie ed i condizionamenti, che possono riguardare il Presidente del Consiglio oggi, ma che riguardano certamente anche il Governo nel suo percorso come istituzione e come momento di riferimento nell’attività amministrativa. 

Signor Presidente, ho concluso: ritengo che questo sia il senso di un confronto, di un’elaborazione e di una discussione che deve soprattutto porsi il tema della sovranità del Parlamento, del ruolo del Parlamento rispetto agli interessi superiori del Paese e le attese dei cittadini, a cui noi ci riferiamo costantemente e continuamente, ma poi a questi riferimenti non seguono fatti e non seguono comportamenti.

 

 

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