Intervento dell’On. Mario Tassone sulla conversione del decreto-legge recante interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario

2010-02-03T15:41:00

Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, recante interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario (A.C. 3084-A) 

Signor Presidente, sul tema che riguarda l’organizzazione della giustizia credo che ci sia stata anche, al di là della discussione e dell’impegno in Commissione giustizia e in Aula in sede di discussione sulle linee generali, un’eco molto forte e significativa dopo le vicende di Reggio Calabria. C’è stata poi una coda all’inaugurazione dell’anno giudiziario, sia nella corte d’appello di Reggio Calabria, sia nella corte d’appello di Catanzaro. Il problema dei trasferimenti dei giudici pone una questione molto seria, che abbiamo affrontato anche in questi giorni con il provvedimento che abbiamo licenziato qualche minuto fa. La questione è quella di assicurare certamente l’indipendenza e l’autonomia dei giudici, ma anche di superare quello che fu un provvedimento, ritenuto importante secondo alcuni, che bloccava l’assunzione di responsabilità nelle procure da parte dei giudici di prima nomina. Trovare anche un equilibrio su questo aspetto credo sia importante e da valutare seriamente, anche perché certamente si deve trovare una soluzione al superamento di una vecchia legislazione, che certamente ha trovato e trova dei limiti oggettivi rispetto alle procure e alla copertura dei posti. Come si risolve tutto questo, signor Presidente? Occorre assicurare l’indipendenza dei magistrati e riempire le procure, però il Consiglio superiore della magistratura, nel momento in cui lo chiediamo – abbiamo anche una riforma del Consiglio superiore della magistratura -, deve accettare il trasferimento di magistrati di procure e, quindi, di sostituti procuratori della Repubblica. Abbiamo in Calabria, ad esempio, delle procure con un solo sostituto: vi è il capo dell’ufficio e un solo sostituto, oppure, c’è un’insufficienza degli organici, però il Consiglio superiore della magistratura accetta il trasferimento.

 Ritengo che anche le promesse e gli impegni che sono stati assunti da parte del Ministro Guardasigilli a Reggio Calabria non verranno mantenuti. Si è enfatizzata la copertura dei posti anche nella procura di Reggio Calabria e si è detto chiaramente che bisogna assegnare ulteriori posti (si è parlato di sei posti), però vi è un problema che riguarda il Consiglio superiore della magistratura. L’onorevole Vietti ha anche presentato degli emendamenti per quanto riguarda la possibilità, come dicevo poc’anzi, di consentire agli uditori giudiziari e ai magistrati di prima nomina, dopo un tirocinio, di coprire i posti liberi. Questo può essere un fatto importante e significativo, ma non è la soluzione dei mali delle procure, anche perché, quando fu adottata quella norma, certamente esisteva la preoccupazione di affidare posti di responsabilità ai giudici di prima nomina. 
Se però non c’è un altro mezzo, se non c’è un’altra soluzione, se non c’è una riforma complessiva di tutta la materia della giustizia, non vi è dubbio che questa possa essere una soluzione contingente e limitata per dare una risposta alla precarietà e alle difficoltà della magistratura. 
Ma il problema non può finire qui: anche quando parliamo di sedi disagiate (abbiamo approvato una legge al riguardo, per invogliare i magistrati di prima nomina, e non soltanto essi, ad occupare quei posti), il Consiglio superiore della magistratura dovrebbe regolamentare la materia e dovrebbe essere molto più impegnato a dare una risposta seria alla penuria di procuratori e di sostituti procuratori della Repubblica. Pag. 101 
Il fatto vero è che si impone una riforma forte del Consiglio superiore della magistratura. Ritengo che questo sia il problema che oggi emerge in termini molto forti e molto imperiosi. Si è fatto riferimento anche alla protesta dell’Associazione nazionale magistrati nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario; certamente, siamo convinti che l’occupazione di posti a livello di procure della Repubblica possa determinarsi anche attraverso una contrattazione all’interno delle correnti presenti nel Consiglio superiore della magistratura. È tutto un problema, certamente. Mi auguro che questo provvedimento possa dare una risposta, anche relativamente all’organizzazione giudiziaria: vi è una duplicazione di tribunali e ritengo che bisogna operare una razionalizzazione. Il fatto vero è che, molte volte, alcuni uffici giudiziari costituiscono rendite di posizione e, soprattutto, rendite di potere. Ritengo che bisogna compiere una riflessione forte: queste leggi, che sembrano essere il toccasana e, soprattutto, poter risolvere i mali della giustizia o parte di essi, sono invece «leggine tampone», che non danno una prospettiva e una soluzione.  Certo, rettifichiamo e modifichiamo la filosofia di questo provvedimento rispetto all’ossequio, che più volte abbiamo registrato e conclamato, come dicevo prima, dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura, ma soprattutto come valore istituzionale e culturale, visto e considerato che molto cammino e molto percorso bisogna fare, perché l’autonomia e l’indipendenza della magistratura sono valori di civiltà giuridica che un Paese moderno deve acquisire e salvaguardare. 
Credo che questa sia la prospettiva che abbiamo dinanzi a noi; ci deve essere un impegno forte per evitare che anche questo provvedimento, dopo due giornate tumultuose, impegnate e impiegate per quanto riguarda la legge sul legittimo impedimento, possa essere un orpello, una coda minimale e marginale. Invece, questo doveva essere anche il momento forte per affrontare i problemi delle procure, delle sedi vacanti, dei posti vuoti e di una criminalità organizzata che spadroneggia rispetto all’inanità dell’impegno delle procure stesse. 

Ma vi è un altro problema: i posti vuoti dei GIP e dei GUP. Possiamo infatti coprire quei posti con magistrati di prima nomina, e quindi di primo avvio nel percorso della carriera della magistratura, ma il problema emerge a proposito dei GUP e dei GIP. Abbiamo saputo che vi sono molte pratiche inevase a Reggio Calabria, dove vi sono richieste di custodia cautelare che giacciono da molti mesi, anche per reati di criminali mafiosi (che si riferiscono quindi alla criminalità organizzata) e che non sono evase. Questo è un fatto grave! 
È il tempo, è il momento, è questa l’occasione per discutere? Certamente non ci soddisfano. I trionfalismi e i percorsi che sono stati scelti nella regione calabrese e in altre regioni da parte del Ministro Guardasigilli e del Ministro dell’interno, non ci soddisfano. Ritengo che dobbiamo profondere un impegno forte. Non so se il Governo dovrà replicare o non replicare, ma certamente quando, dopo una giornata convulsa come questa, si passa a questo provvedimento, vi saranno risposte stereotipate e ci si collocherà pregiudizialmente a favore o contro gli emendamenti in discussione. 

Ritengo invece che questa dovrebbe essere un’occasione per dare significato ad un impegno forte e ad una lotta seria ed incisiva contro la criminalità organizzata. Con questi provvedimenti, a cui certamente noi siamo contrari, la lotta si fa sempre più impervia, più complicata e più inane rispetto alla gravità della situazione.

 

 

 

Intervento dell’On. Mario Tassone sulla conversione del decreto-legge recante interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario – 3 febbraio.pdf








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